L’importanza delle parole

Le parole -si sa- sono importanti. La buona notizia è che la pubblica amministrazione se ne sta accorgendo. Una pubblica amministrazione che per molto tempo è stata carente da un punto di vista di comunicazione, quasi a volersi trincerare volutamente dietro un forte accento “burocratese“, oggi prova ad affrontare queste sue carenze. Negli ultimi mesi alcuni esperti di comunicazione hanno lavorato a un documento dal titolo guida al linguaggio della pubblica amministrazione. Da oggi 17 febbraio 2020 questo documento è disponibile su Docs Italia il portale dei documenti pubblici digitali, in formato PDF, HTML, e EPUB.

La guida affronta la questione del gergo burocratese tipico della pubblica amministrazione, suggerendo parole e costrutti più semplici ed efficaci. Non manca inoltre di fare un poco di chiarezza su alcuni dubbi ortografici. Il testo (di 53 pagine) affronta temi molto diversi tra loro:

  • Uso della maiuscole (o meglio del loro abuso)
  • Acronimi
  • Linguaggio sui social
  • Simboli (ad esempio “&” e “%”)
  • Forme verbali
  • Numeri, date e percentuali
  • Titoli
  • Accessibilità e inclusione
  • Gergo / linguaggio tecnico
  • Parole straniere

Per quanto riguarda le parole straniere l’invito è quello di usare termini in italiano laddove possibile.

IngleseItaliano
best practicebuona pratica
citizen satisfactionsoddisfazione dei cittadini
disclaimer avvertenza / informazioni importanti
feedback valutazione / commenti / riscontro
frequently asked questions (Faq)domande frequenti
guidelineslinee guida
mission valori / scopi / obiettivi
speaker relatore / relatrice
tool strumento
usernamenome utente
touch screen schermo tattile

Insomma tutto condivisibile tranne quell’improbabile “schermo tattile”!

C’è anche una sezione dedicata all’uso del femminile. L’invito in questo caso è quello di declinare i termini al femminile quando la persona che ricopre l’incarico è donna, ecco alcuni esempi:

  • La ministra
  • La sindaca
  • La architetta
  • La giudice
  • La ambasciatrice
  • La presidente
  • La dirigente

C’è poi una sezione sull’identità culturale. Il suggerimento è quello di evitare ogni forma di generalizzazione legata a origine, etnia, religione e cultura. Un appello ad usare i termini più appropriati per distinguere correttamente tra persone richiedenti asilo politico, rifugiati, migranti irregolari.

C’è poi una sezione relativa ai dati (tema molto caro a infigures). Per rendere comprensibili i dati da parte degli utenti, il suggerimento è quello di presentarli in forma visiva, sotto forma di grafici o mappe (data visualization). La guida inoltre elenca una serie di strumenti disponibili online per creare e pubblicare dashboard, grafici, mappe e “storie”.

La guida pertanto si sofferma non solo su questioni di forma ma anche di contenuto. Chissà se la pubblica amministrazione italiana saprà cogliere questa sfida e migliorare così la comunicazione verso il cittadino.