Scuole a confronto

Questo è il periodo dell’anno in cui tanti genitori sono impegnati nella scelta della scuola dove iscrivere i propri figli. Che siano elementari, medie o superiori poco importa. Alcuni optano per la scelta più facile: la scuola più vicina a casa. Altri si lasciano consigliare da amici, colleghi e parenti, il cosiddetto passaparola. Negli ultimi anni sta prendendo piede il cosiddetto Open Day: giornate in cui la scuola apre le porte a genitori e futuri alunni per farsi conoscere e (possibilmente) scegliere, in vista dell’anno scolastico successivo. Infine, altri ancora cercano di prendere una decisione il più attenta possibile andando a controllare le “statistiche” delle varie scuole. Eh già, esistono online delle vere e proprie “pagelle” che sono visibili a quanti vogliono confrontare i numeri delle strutture scolastiche.

I due siti di riferimento sono:

Scuola in chiaro
Eduscopio

Il primo, Scuola in chiaro, è un sito promosso dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) offre il prospetto delle informazioni relative a tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado:

  • Scuola d’infanzia
  • Scuola primaria,
  • Scuola secondaria di I grado
  • Scuola secondaria di II grado
  • Centro di formazione professionale
  • Centro provinciale istruzioni adulti

In gergo: asili, elementari, medie e superiori! Sul sito è possibile localizzare le scuole, visualizzare i contenuti delle singole schede informative ed effettuare un confronto sulla base di alcuni parametri scelti dall’utente.

Il Ministero cura l’aggiornamento dei dati e degli indicatori riguardanti la singola istituzione scolastica. Ma oltre a ciò ogni scuola ha la possibilità di integrare tali informazioni con quelle di propria esclusiva conoscenza: didattica, piano triennale dell’offerta formativa, servizi offerti, strutture, ecc. Insomma una fonte inesaribile di informazioni.

Esempio di Rapporto di autovalutazione

Il secondo, Eduscopio (della fondazione Agnelli) è pensato specificatamente per confrontare le scuole superiori. Nasce con l’obiettivo di rispondere a due possibili domande:

  • quale scuola mi prepara al meglio per l’università?
  • quale scuola mi prepara al meglio per il mondo del lavoro?

A differenza di ‘Scuola in chiaro’, l’approccio di Eduscopio prevede che le scuole siano messe a confronto a partire dagli esiti universitari e lavorativi dei diplomati. L’idea di base è che chi ha avuto una buona istruzione scolastica e un buon orientamento è più probabile che ottenga buoni risultati universitari. In particolare per comparare la capacità delle scuole di preparare per gli studi universitari vengono presi in considerazione due indicatori: 1) la media dei voti conseguiti agli esami universitari, ponderata per i crediti formativi di ciascun esame 2) Crediti formativi universitari ottenuti, in percentuale sul totale previsto.

Licei scientifici di Roma secondo Eduscopio
Esempio di scheda su Eduscopio

Insomma questi due siti rappresentano una miniera infinita di informazioni sulla bontà delle scuole. Non vi rimane altro che visitarli e dare un’occhiata voi stessi. Buona scelta a tutti!

Bambine più intelligenti dei maschietti?

Sempre alle prese con il rapporto del MIUR “Esiti dell’esame di Stato e degli scrutini nella scuola secondaria di I grado” (scarica pdf) mi sono imbattuto in una cosa interessante e una cosa buffa.

La cosa interessante è un grafico, la cosa buffa è una nomenclatura che viene utilizzata nel rapporto. Ma andiamo con ordine. Il grafico che mi ha dato da pensare e che ha dato il titolo al post è il seguente:

Graf. 7 - Voto medio riportato nelle singole prove d'esame per genere - A.S.2013/2014

il quale mostra in maniera lampante lo schiacciante predominio femminile quando si parla di risultati scolastici (in particolare l’esame di terza media… eh volevo dire scuola secondaria di secondo grado!).

La prima considerazione è che la scala dell’asse verticale va probabilmente dal sei all’otto e dunque la differenza risulta ancora più marcata e impietosa. Proviamo dunque ad utilizzare una scala dall’1 al 10 per vedere come cambierebbe visivamente. Nel rifare il grafico, pur con una certa ritrosia, ho utilizzato gli stessi colori del MIUR (fucsia compreso). Ecco il risultato:

Graf. 7 - Voto medio riportato nelle singole prove d'esame per genere - A.S.2013/2014

La sostanza non cambia ma il paragone è meno impietoso. Quello di cambiare la scala in grafici simili è una delle tecniche base di chi voglia mentire con le statistiche (particolarmente famoso a questo proposito il libro “How to lie with statistics” di Darrell Huff del 1954). In ogni caso, come dicevo, la sostanza non cambia: si evince facilmente che le bambine… sono più intelligenti dei maschietti? Certo che no! Un ricercatore serio non cadrebbe mai in questo errore. Il grafico ci dice esclusivamente che in termini di risultati all’esame di terza media le bambine “performano” meglio dei bambini. Non ci dice nulla riguardo ai MOTIVI di tali differenze. Purtroppo molto spesso mi capita di leggere articoli di giornalisti  che commettono questo tipo di errori (buona o cattiva fede che sia). Più raro ma decisamente più inquietante quando a sbagliare non sono gli articolisti ma i ricercatori stessi. Quello che mi preme è che il lettore abbia gli strumenti giusti per smascherare queste corbellerie.

Ma allora come si spiegano queste differenze? Sono dovute al caso? Io direi che sono dovute piuttosto a motivi di carattere sociale. Un recente studio dell’OCSE spiega che la la differenza tra maschi e femmine in termini di performance scolastica non ha alcun motivo di ordine genetico. Semplicemente i ragazzi dedicano in media un’ora in meno a settimana agli studi rispetto alle loro coetanee.

Questo chiude il discorso attorno alla cosa interessante e veniamo alla cosa buffa del rapporto: l’uso del termine “licenziati“. In tutto il rapporto si parla di “licenziati” per definire i ragazzi che hanno superato l’esame con successo ed hanno conseguito felicemente la Licenza Media… ops scuola secondaria di secondo grado! Ho appena finito la scuola e sono già licenziato.

Gli esami delle “medie”

Oggi mi sono imbattuto in un articolo dal titolo “Terza media, un esame che può decidere la vita” (leggi articolo) che mi ha fatto pensare un poco al modo in cui i dati vengono letti e interpretati. L’articolo prende spunto da un documento pubblicato sul sito del MIUR dal titolo “Esiti dell’esame di Stato e degli  scrutini nella scuola secondaria di I grado” (scarica pdf).

In particolare nell’articolo viene riportato il seguente grafico a barre:

 

L’articolista commenta il grafico dicendo che il voto riportato all’esame di terza media (o più propriamente “Scuola secondaria di I grado”) è fondamentale per determinare le sorti del futuro di tanti ragazzi. In soldoni chi prende nove o più finisce al liceo gli altri sono destinati a marcire tra lacrime e sudore negli istituti tecnici o peggio ancora professionali.

Quello su cui non mi trovo affatto d’accordo è il nesso di causa-effetto tra votazione d’esame e futuro che viene sotteso nell’articolo. Siamo di fronte ad un classico esempio di “correlazione spuria” di cui un giorno mi piacerebbe parlare più approfonditamente.  Il voto dell’esame è solamente il risultato di una certa propensione allo studio e questa stessa propensione allo studio -o voglia di studiare- influirà sulla scelta della scuola secondaria di II grado. Di fronte a questo grafico il mio commento sarebbe senz’altro diverso rispetto a quello che leggo su skuola.net

Da un punto di vista statistico sarebbe interessante leggere lo stesso grafico non più orizzontalmente ma verticalmente, ovvero: di coloro che hanno scelto il liceo, quanti hanno preso 10 e lode all’esame di terza media? quanti 10? quanti 9? ecc. ecc. Con i soli dati della tabella di cui sopra non è possibile fare questa trasformazione. La lettura in verticale è possibile solo se si conosce anche la distribuzione dei voti d’esame, in altre parole la tabella 2:

Tab. 2 - Licenziati all'esame conclusivo del I ciclo per genere e voto finale (valori percentuali) - A.S.2013/2014

Dalla combinazione delle due informazioni (Graf.12 e Tab.2) si può ottenere con un pochi calcoli il grafico che mi sono divertito a ricostruire e che riporto qui di seguito.

Grafico12

Questo grafico può raccontare una storia diversa da quella dell’articolo incriminato. Ecco la mia versione della storia: al liceo si iscrivono ragazzi che hanno preso bei voti all’esame di terza media ma anche ragazzi che non sono andati così bene. Ben il 61% dei ragazzi che si iscrivono al liceo hanno preso un voto all’esame di terza media compreso tra sei e otto.

Poi esistono anche quelli che prendono un bel voto alle medie e decidono di fare l’ITIS. Io mi ricordo di aver preso 10 all’esame di terza media e contavo di fare l’istituto tecnico indirizzo informatico. Poi per pressioni “esterne” sono finito al liceo scientifico e una laurea in statistica.

E’ vero quello che diceva Pirandello sul fatto che gli esami non finiscono mai ma è anche vero che gli esami devono essere presi per quello che sono, senza troppe ansie. Si dice che Albert Einstein venne rimandato in matematica. Non so se questo aneddoto sia vero in ogni caso mi piace credere che lo sia.