Sulla scia del precedente articolo gender equality si segnala una indagine IPSOS per Laboratorio Futuro. Riportiamo una sola infografica che nella sua semplicità fa davvero molto riflettere.
Siamo nel 2020 e nonostante tutto in Italia le donne sono ancora costrette a dover scegliere tra Famiglia e Lavoro. Cambiamenti in questo ambito richiedono tempi lunghi ma in Italia sembra mancare anche la sola e semplice discussione di questi temi. Mala tempora.
La questione di genere è una questione piuttosto complessa e articolata. Nonostante tanti successi delle femministe, ad oggi le disparità tra i sessi rimangono ancora tante. Oggi vediamo qualche numero con riferimento agli uffici giudiziari in Europa. I dati sono della CEPEJ la Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa.
I dati sono disponibili per gli anni dal 2010 al 2016. Per avere i dati al 2018 occorrerà aspettare ottobre 2020. Questi i risultati suddivisi per grado di giudizio: primo grado (i nostri tribunali), secondo grado (corti d’appello) e Corte suprema (che da noi è la Corte Suprema di Cassazione). Le percentuali fanno riferimento all media dei 47 stati membri del Consiglio d’Europa.
Come si può vedere chiaramente, il numero di giudici donne è superiore a quello degli uomini in primo grado, si assottiglia in secondo grado, mentre la professione di giudice presso l’organo di ultima istanza rimane ancora appannaggio degli uomini. La situazione sembra in lieve miglioramento.
I numeri lo confermano: c’è discriminazione.
Per chi fosse interessato a conoscere i dettagli per ciascun singolo paese, questo è il link al dashboard preparato dalla CEPEJ.
Attraverso questo dashboard è possibile vedere anche il “gender balance” per i presidenti di ufficio giudiziario (qui la disuguaglianza è disarmante), pubblici ministeri e personale amministrativo.
I MEME che in queste ultime settimane sono circolati sui social ci offrono l’occasione di parlare di Pasquetta e delle condizioni meteo di questi fatidici lunedì di festa. Al solito, lo faremo guardando ai numeri, infigures.
La credenza molto diffusa è che a Pasquetta sia sempre brutto tempo. Ma è davvero così? Quelli riportati nella tabella sottostante sono le condizioni meteo a Roma per i giorni di pasquetta dal 2006 al 2019 stando all’archivio storico del portale ilmeteo.it.
Città
Anno
Pasquetta
Temperatura media
Condizione meteo
Roma
2019
22/04/2019
17
°C
pioggia
e schiarite
Roma
2018
02/04/2018
11
°C
poco nuvoloso
Roma
2017
17/04/2017
20
°C
sereno
Roma
2016
28/03/2016
14
°C
Nubi sparse
Roma
2015
06/04/2015
13
°C
Poco nuvoloso
Roma
2014
21/04/2014
18
°C
Sereno
Roma
2013
01/04/2013
14
°C
Pioggia debole
Roma
2012
09/04/2012
12
°C
Sereno
Roma
2011
18/04/2011
16
°C
Sereno
Roma
2010
05/04/2010
13
°C
Pioggia debole
Roma
2009
13/04/2009
18
°C
Poco nuvoloso
Roma
2008
24/03/2008
8.2
°C
Pioggia debole
Roma
2007
09/04/2007
12.9
°C
Poco nuvoloso
Roma
2006
17/04/2006
13.9
°C
Pioggia debole
I giorni che riportano tempo sereno sono 4 su 14 e dunque circa il 29%. Alcune giornate nuvolose ma comunque nessun temporale. Benino ma decisamente non benissimo. Confrontiamo adesso questi dati con il tempo del lunedì successivo.
Città
Anno
Lunedì successivo
Temperatura media
Condizione meteo
Roma
2019
29/04/2019
11
°C
temporale e schiarite
Roma
2018
09/04/2018
14
°C
pioggia e schiarite
Roma
2017
24/04/2017
17
°C
poco nuvoloso
Roma
2016
04/04/2016
20
°C
Sereno
Roma
2015
13/04/2015
18
°C
Sereno
Roma
2014
28/04/2014
15
°C
Coperto
Roma
2013
08/04/2013
13
°C
Poco nuvoloso
Roma
2012
16/04/2012
14
°C
Temporale
Roma
2011
25/04/2011
16
°C
Pioggia debole
Roma
2010
12/04/2010
13
°C
Coperto
Roma
2009
20/04/2009
15
°C
Coperto
Roma
2008
31/03/2008
13
°C
Nebbia
Roma
2007
16/04/2007
15.9
°C
Temporale
Roma
2006
24/04/2006
16.1
°C
Poco nuvoloso
Scopriamo che i giorni etichettati con “sereno” scendono a 2 su 14 (circa il 14%). E due giornate di temporali. Molto peggio!
Chiaramente questi pochi dati non possono smentire in maniera incontrovertibile questa nostra innata credenza che a pasquetta piove sempre. Questo il FILEche ho creato e che metto in condivisione. Potete cambiare la città (cella in ARANCIONE) per vedere cosa succede.
Per i più curiosi questi sono gli strumenti utilizzati:
Google sheets
Formula per il calcolo della Pasqua a partire dall’anno
Elementi di webscraping
La funzione IMPORTXML
Elementi di linguaggio XPath
L’archivio storico de ilmeteo.it
Magari di questi strumenti ne parliamo con maggiore dettaglio nelle prossime puntate. E ora lasciamoci con una risata. Ringrazio l’amico Fabio Cioffi per la segnalazione!
Siamo alle prese con una infodemia dilagante che non ha precedenti. Siamo bombardati da grafici, dati e previsioni da tutti i lati. Di fatto valgono le stesse conclusioni di cui abbiamo già avuto modo di discutere in precedenza (leggi Tutti allenatori, tutti epidemiologi). Tutte queste previsioni, elaborazioni, tutte questi modelli matematici, tutte queste elucubrazioni mentali (chiamatele pure “pippe mentali”) vanno prese cum grano salis. Una gran bella dose di sale (e pure bello grosso).
In molti si sono cimentati nella ricerca della curva che meglio approssimi i dati reali (curve fitting). In molti continuano a farlo. Pare una rivisitazione della “ricerca del Santo Graal“. Onore e gloria a chi saprà trovare con esattezza la data del Grande Picco! Il punto è che i dati a disposizione sono spesso “sporchi” e pertanto non consentono di fare previsioni accurate. Ciononostante…
Su questo argomento, oltre a quanto già precedentemente scritto su infigures, rimando alla lettura dell’ottimo articolo dal titolo “Perché non faccio grafici sulla pandemia” a cura del matematico Maurizio Codogno su Il Post. Buona lettura.
Il coronavisus monopolizza l’informazione. Vorremmo pensare ad altro, svagarci un poco per quanto possibile, ma non lo è. In questi giorni poi, tutti si sono scoperti statistici, matematici, epidemiologi, e tutti giù a costruire modelli matematici per spiegare la curva pandemica. Valgono però le stesse considerazioni di cui abbiamo già parlato qui, di fatto al momento è impossibile fare predizioni esatte e gli scenari sono ancora tutti possibili. Sulla questione legata al fatto che siamo bombardati da predizioni a 360 gradi, vi segnalo un bell’articolo del Sole 24 ore.
Per utilizzare le stesse parole del Sole 24 ore, “non è facile districarsi tra grafici, data-analisi e proiezioni statistiche per cercare di capire quando e come usciremo da questa emergenza sanitaria.”. In verità, anche senza scomodare complessi modelli matematici, mi sono accorto che esistono delle difficoltà ad intendere correttamente anche gli indicatori più basilari. Prendiamo per esempio in esame il concetto di incremento giornaliero degli attualmente positivi. In molti confondono questo numero con quello dei nuovi infetti ma di fatto non lo è. Proviamo a considerare la questione graficamente:
Quello che viene chiamato “incremento giornaliero degli attualmente positivi” o anche “nuovi attualmente positivi” è di fatto la variazione del numero di persone infette da un giorno ad un altro. Risente pertanto sia del numero di nuovi contagi sia del numero di persone guarite e quelle “ahinoi” decedute. Un numero ben diverso rispetto ai “nuovi contagiati” ovvero al numero di nuove persone trovate infette! Per apprezzare meglio la differenza tra queste due misure andiamo a vedere i numeri nel tempo.
La cosa “buffa” è che anche sul sito della protezione civile e il suo dashboard, viene riportata la dicitura ” incremento giornaliero degli attualmente positivi ” il che 1) induce a confondere questo numero con i nuovi contagiati e 2) di fatto non è un incremento quanto piuttosto una variazione [Gli incrementi negativi lasciamoli a noi statistici]. Tra l’altro mentre la curva arancione sarà sempre positiva, quella blu ad un certo punto assumerà valori negativi.
Infigures nasce con l’idea che i numeri siano un ottimo strumento per capire il mondo che ci circonda. In questo momento però siamo tutti ossessionati dai numeri. Aspettiamo con ansia le 18.00 quando Borrelli dal quartier generale della protezione civile ci fa il punto della situazione. Navighiamo sul web in cerca di dati e grafici che ci diano un’idea di cosa sta succedendo per capire quando e come usciremo da questa situazione. Il consiglio è quello di staccare un attimo la spina, controllare le cifre una sola volta al giorno e da fonti sicure. Inoltre, ricordare che:
I numeri nei prossimi giorni continueranno a salire ma non c’è da allarmarsi
Nessuno allo stato delle cose può prevedere con esattezza quando finirà l’emergenza
In questi giorni statistici ed epidemiologi sono impegnati con i loro calcoli per riuscire a prevedere in maniera quanto più accurata e verosimile possibile l’evoluzione di questo contagio da coronavirus. Tutti a fare predizioni in allegria: politici, giornalisti, statistici, maghi e chiromanti. A chi affidarsi allora? In generale -da buon statistico- vi dico di diffidare di chi fornisce numeri assoluti. Provo a spiegarvi meglio.
Ad oggi, una ventina di giorni dall’inizio di questa brutta storia, QUALSIASI scenario è ancora assolutamente possibile. I numeri finora raccolti non bastano per predire con esattezza come evolverà il fenomeno. Prendendo in riferimento il grafico qui sotto, i valori reali (in nero) sono coerenti con tutti e 4 gli scenari ipotizzati: dal verde al rosso.
Diffidate dunque sia da coloro che dicono che il tutto si risolverà in due settimane sia da coloro che prospettano una apocalisse. Al momento, i numeri sono NECESSARIAMENTE DESTINATI a salire nonostante le misure restrittive imposte dal governo. Ciò non vuol minimamente stare a significare che le misure adottate dal governo non stiano funzionando. Queste misure (anche se drastiche) erano e sono tuttora assolutamente necessarie per cercare di cavalcare la linea verde. E scongiurare scenari più terribili.
I numeri nei prossimi giorni saliranno. Il punto veramente importante è capire “di quanto” e “in che misura” saliranno. Dobbiamo pertanto considerare non tanto i numeri assoluti quanto piuttosto il tasso di crescita. È proprio questo tasso che gli analisti stanno tenendo sott’occhio. Questo rapporto è facilmente calcolabile dividendo il numero totale di casi di un determinato giorno con il numero totale di casi del giorno precedente.
Data
Giorno
Numero totale di casi
Rapporto di crescita
24/02/2020
1
229
25/02/2020
2
322
1,41
26/02/2020
3
400
1,24
27/02/2020
4
650
1,63
28/02/2020
5
888
1,37
29/02/2020
6
1.128
1,27
01/03/2020
7
1.694
1,50
02/03/2020
8
2.036
1,20
03/03/2020
9
2.502
1,23
04/03/2020
10
3.089
1,23
05/03/2020
11
3.858
1,25
06/03/2020
12
4.636
1,20
07/03/2020
13
5.883
1,27
08/03/2020
14
7.375
1,25
09/03/2020
15
9.172
1,24
10/03/2020
16
10.149
1,11
11/03/2020
17
12.462
1,23
12/03/2020
18
15.113
1,21
La pandemia avrà fine quando questo rapporto sarà pari ad 1. Da un punto di vista grafico vorrà dire che abbiamo raggiunto il punto di stabilità (in blu nel grafico sottostante). Purtroppo per poter predire con una certa esattezza il punto di stabilità dobbiamo ancora pazientare un poco. Indicazioni più precise sulla “fine” saranno disponibili quando raggiungeremo il punto di flesso (in arancione), ovvero il punto in cui la curva cambierà da concava a convessa. Fino ad allora, tutto (o quasi) è ancora possibile.
Detto tutto questo possiamo ora rivolgere le nostre preghiere al dio della matematica perché il punto di flesso arrivi quanto prima possibile.
Per chi volesse approfondire, consiglio la visione di questo video. Un po’ tecnico ma spiegato molto bene. In inglese.
O in alternativa una buona lettura (anche questa in inglese). Il libro in questione si intitola Superforecasting – The Art and Science of Prediction di Philip Tetlock e Dan Gardner . Perché quella del forecasting non è soltanto una scienza ma anche un’arte.
E dopo valangate di coronavirus prendiamoci una pausa musicale con questo grafico a barre animato che descrive i musicisti più venduti tra il 1969 e il 2019.
Sul canale youtube Data Is Beautiful potrete trovare molte altre animazioni di questo tipo.
Lungi dal voler fare la Cassandra di turno, potremmo trovarci a breve a fare i conti con la mancanza di posti di terapia intensiva e il numero esiguo di respiratori. Gli ospedali potrebbero ritrovarsi tra non molto nella necessità di centellinare le risorse a propria disposizione. In altre parole a decidere a chi offrire un posto letto e a chi rifiutarlo. Agghiacciante il solo pensiero. Decidere tra la vita e la morte. Quanto vale la vita di un ultra 65enne rispetto a quella di una donna di mezza età? Problemi etici che non abbiamo mai affrontato prima e che ci colpiranno dritto con una forza impressionante.
Ci troveremo costretti a fare i conti con dilemmi etici simili a quelli affrontati da David Edmonds nel suo libro “Uccideresti l’uomo grasso?” con l’unica (affatto insignificante) differenza che ora non si tratta del gioco del “se-fosse”.
E allora ben venga il crowdfunding lanciato dai Ferragnez (Ferragni + Fedez) e un plauso al gesto di Armani per la sua donazione di un milione e 250 mila euro alla Protezione Civile e agli ospedali di Milano e di Roma.
In questi momenti difficili solamente uniti possiamo farcela. E allora voglio pensare al lato positivo di tutta questa storia. Al fatto che da questa emergenza possa nascere un rinnovato senso civico. Saremo pronti ad abbracciare queste nuove opportunità? Rispettare le regole e anteporre il bene della collettività agli interessi personali. Saremo capaci di farlo? Lo spero di cuore.
La situazione è difficile e non si può negarlo. Ciononostante la situazione va affrontata con raziocinio e senza allarmismi. I numeri aiutano ad affrontare i problemi analiticamente senza cedere al panico.
In molti dicono che non si sa abbastanza su questo virus e che navighiamo al buio. Non è vero. In verità qualcosa la sappiamo. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), insieme alla Cina, ha creato una commissione internazionale per indagare sulla situazione. Qui potete scaricare il PDF del rapporto:
Qui troverete molte conclusioni cui è giunta la commissione. Informazioni riguardo la trasmissione del virus, gli effetti, i sintomi, i tassi di mortalità, le cure necessarie, nonché la probabilità di ammalarsi al variare dell’età, che qui riporto.
La seconda colonna (% of population) rappresenta semplicemente la distribuzione della popolazione cinese nel suo complesso e da sola non ci da alcuna informazione. La terza colonna (% of infected) rappresenta la percentuale di persone infette di quella determinata età. Ovvero risponde alla domanda: fatto 100 il numero di persone contagiate qual è la loro età? Dal confronto di queste due colonne si vede come il virus abbia meno presa sugli individui giovani.
Infine l’ultima colonna (Fatality rate) è il tasso di mortalità. Dalla tabella si evince che il tasso di mortalità è in generale basso e cresce all’aumentare dell’età.
Le raccomandazioni per limitare la diffusione del coronavirus sono tante. La prima regola però rimane quella di lavarsi bene le mani col sapone. Ma quanti hanno l’abitudine di lavarsi le mani regolarmente dopo essere andati al bagno? La risposta arriva da un sondaggio della Gallup risalente al 2015. I risultati sono riportati in questa mappa.