Wikipedia e Wikidata

Il web ha rivoluzionato il modo in cui conduciamo le nostre vite. Wikipedia ha giocato un ruolo molto importante in questo cambiamento: da un lato ha rivoluzionato il modo in cui ci informiamo e dall’altro ha rivoluzionato il modo in cui l’informazione viene prodotta.

Il bello è che questa rivoluzione tecnologica è ancora in atto e con essa la rivoluzione culturale che inevitabilmente ne consegue. Nuovi strumenti e nuove tecnologie portano con sé risposte a domande a cui non sapevamo dare risposta. Ma non solo. Ora riusciamo a formulare domande che fino a qualche anno fa non eravamo neanche in grado di immaginare. Stanno cambiando gli strumenti, stanno cambiando i paradigmi, obbligandoci così a cambiare il nostro modo di pensare e organizzare il mondo.

Oggi parliamo di wikidata. Uno strumento che può aiutarci a rispondere a domande un po’ particolari come questa:

Qual è l’età dei sindaci delle capitali europee?

Ma prima di dare risposta a questa domanda , andiamo per passi. Cos’è wikidata? Tutti conosciamo wikipedia che ha introdotto il concetto di enciclopedia collaborativa ma pochi conoscono Wikidata. Wikidata è un database libero, collaborativo, multilingue che raccoglie i dati strutturati a supporto di Wikipedia. Per intenderci, i dati strutturati di wikipedia non sono altro che le informazioni del riquadro di destra di una qualsiasi voce wikipedia. Ad esempio per la voce Italia nel box di destra (vedi foto qui sotto) possiamo trovare informazioni quali: popolazione , densità, confini,. PIL, capitale,… Le stesse informazioni le troveremmo visitando pagine di altre nazioni (es. Francia, Spagna,…).

Bene, tutte queste informazioni (dati) sono presenti su wikidata e sono consultabili da chiunque. Diciamo meglio: queste informazioni sono contenute in un database che è interrogabile liberamente. Esistono vari modi di accedere a wikidata: strumenti incorporati, strumenti esterni o interfacce di programmazione. Il modo più semplice per interrogare wikidata è il query service messo a disposizione per voi e per tutti da wikidata stessa:

query.wikidata.org/

Da qui è possibile scrivere la propria query in linguaggio SPARQL oppure avvalersi di una delle 326 query di esempio messe a disposizione sul sito. Senza entrare troppo nei tecnicismi del linguaggio (se qualcuno volesse saperne di più me lo faccia sapere nei commenti), veniamo ai vantaggi e alle potenzialità di questo strumento.

Torniamo al nostro esempio di partenza:

Qual è l’età dei sindaci delle capitali europee?

Finora l’unico modo di poter rispondere a questa domanda era tramite una lunga e noiosa ricerca sul web. Ora, con wikidata rispondere a questa domanda è un gioco da millenials! Qui di seguito il codice:

# Qual è l'età dei sindaci di tutte le capitali europee?
# Autore: Luigi Cipollini
SELECT ?statoLabel  ?capitaleLabel   ?sindacoLabel ?DatadiNascita  ?Età
WHERE {
  ?stato wdt:P31 wd:Q3624078;        # Tutti gli stati
         wdt:P463 wd:Q458   ;        # Appartenenti all'Unione Europea
         wdt:P36 ?capitale  .        # Prendo in considerazione la loro capitale
  ?capitale wdt:P6 ?sindaco .        # Prendo in considerazione il sindaco della capitale 
  ?sindaco wdt:P569 ?DatadiNascita   # Prendo in considerazione la data di nascita del sindaco 
  BIND(YEAR(now())-YEAR(?DatadiNascita) as ?Età)       
         
  SERVICE wikibase:label { bd:serviceParam wikibase:language "[AUTO_LANGUAGE],en,it". }
}
ORDER BY DESC(?Età)

Cliccando sui pulsanti qui sotto è possibile aprire la query e/o vedere i risultati in tempo reale:

Un gioco da ragazzi.

PaeseCapitaleSindacoData di NascitaEtà 
LussemburgoLussemburgoLydie Polfer22/11/195267
SloveniaLubianaZoran Janković01/01/195367
CroaziaZagabriaMilan Bandi22/11/195564
FranciaParigiAnne Hidalgo19/06/195961
LettoniaRigaOļegs Burovs05/08/196060
AustriaViennaMichael Ludwig03/04/196159
DanimarcaCopenaghenFrank Jensen28/05/196159
BulgariaSofiaYordanka Fandakova12/04/196258
GermaniaBerlinoMichael Müller09/12/196455
FinlandiaHelsinkiJan Vapaavuori03/04/196555
EstoniaTallinnTaavi Aas10/01/196654
Regno dei Paesi BassiAmsterdamFemke Halsema25/04/196654
Regno UnitoLondraSadiq Khan08/10/197049
BelgioBruxellesPhilippe Close18/03/197149
PoloniaVarsaviaRafał Trzaskowski17/01/197248
RomaniaBucarestGabriela Firea13/07/197248
PortogalloLisbonaFernando Medina10/03/197347
LituaniaVilniusRemigijus Šimašius12/01/197446
SpagnaMadridJosé Luis Martínez-Almeida Navasqüés17/04/197545
UngheriaBudapestGergely Karácsony11/06/197545
SveziaStoccolmaKarin Wanngård29/06/197545
IrlandaDublinoPaul McAuliffe08/02/197743
SlovacchiaBratislavaMatúš Vallo18/09/197742
GreciaAteneKōstas Mpakogiannī16/03/197842
ItaliaRomaVirginia Raggi18/07/197842
MaltaLa VallettaAlexiei Dingli29/12/197940
Repubblica CecaPragaZdeněk Hřib21/05/198139

Al momento (gennaio 2020) Virginia Raggi è il terzo sindaco più giovane in Europa. Ora se la domanda di partenza vi è sembrata un po’ triviale considerate queste:

Domande?

La psicologia del ragionamento

Peter Wason (1924-2003) è stato uno psicologo inglese, pioniere in quella che prende il nome di psicologia del ragionamento. Il suo interesse era quello di investigare i motivi per cui le persone commettono frequenti errori nel ragionamento logico. A questo scopo ha progettato diversi problemi per dimostrare questi processi cognitivi. Oggi vi propongo quello che viene chiamato il problema delle 4 carte.

Supponiamo di avere 4 carte, tutte con la caratteristica di avere da un lato una lettera e dall’altra un numero:

Nel 1966 Wason ideò i seguenti due problemi:

Quesito 1: Quali carte si devono girare per verificare la validità di questa regola: “Se una carta ha una A su un lato, allora sull’altro lato ha un 6”?

Quesito 2: Quali carte si devono girare per verificare la validità di questa regola: “Se una carta ha un 6 su un lato, allora sull’altro lato ha una A”?

Provate a rispondere a questi due quesiti attraverso il modulo qui sotto. le Le risposte corrette saranno visibili dopo l’invio del modulo.

Attenzione arriva il conto!

Si sa, i conti non tornano mai. Sarà dovuto forse alla nostra bassa capacità di far di calcolo o magari il motivo è da ricercarsi nella natura intrinseca dei calcoli: quella dannata tendenza tutta loro a non voler tornare.

Ripenso alle mille occasioni in cui ho assistito a pietose discussioni tra commensali all’arrivo del conto al ristorante.

– Facciamo alla romana?
– Ognuno paga quello che ha preso?
– Dai, i bambini non pagano.
– Maria ha preso solo un contorno.
– I ragazzi però hanno preso la birra.

Il più volenteroso (il più ingenuo) del gruppo prende il toro per le corna, si fa prestare una penna, un tovagliolo di carta mezzo pulito e comincia a raccogliere i soldi.

– Allora, vediamo… tu hai preso una birra, una pizza,…
– Ok questo è il resto ti devo ancora 1 euro
– Come dici? Il primo era solo mezza porzione?
– Guarda non ho più resto se aspetti dopo te lo do.

Alla fine, dopo mezzo litro di sudore, stremato, chiede l’aiuto del pubblico (classico esempio di “calcolo parallelo”). Passano i minuti, i quarti d’ora a volte anche le mezzore e nel frattempo la tensione sale. Ho visto amicizie storiche sciogliersi al caldo come mozzarella sulla pizza.

Eppure a volte è così semplice! Mettete tre amici in pizzeria. A fine serata il cameriere porta il conto di 30 euro. Facile facile: 10 euro a testa! Tutto troppo facile. Tanto che il dio-dei-conti-che-non-tornano-mai viene in apparizione alla cassiera che accorge di un suo sbaglio e restituisce ai commensali 5 euro. Questi decidono di prendersi un euro ciascuno e lasciare 2 euro di mancia al cameriere. Tutti felici e contenti.

In conclusione: ognuno ha pagato 9 euro per un totale di 27 euro. Più 2 euro al cameriere fanno 29. Dove è finito un euro?

Dannati conti (contesse escluse)!

Il gioco che non ti aspetti

Tutti i giochi da tavola, come del resto i giochi di carte, hanno due componenti fondamentali: la strategia e la fortuna. Prendete il classico Risiko! ad esempio. Per vincere occorre una buona strategia ma anche la fortuna gioca un ruolo molto importante. Esiste però oggi un gioco che ha come tema proprio la natura stessa del gioco, la sua parte stocastica. Per dirla semplicemente: un gioco dedicato al mondo delle probabilità! Il gioco si chiama Borel. Mai nome più adatto. Il gioco infatti prende il nome da Emil Borel matematico e politico francese che negli anni ’20 era occupato nello studio di quella che lui stesso definì “teoria dei giochi”1.

Ma come si gioca a Borel? I giocatori devono scommettere sull’esito di una serie di esperimenti probabilistici da condurre attraverso l’utilizzo di dati, bussolotti e palline. Borel è un gioco semplice da giocare ma difficile da padroneggiare. Non è necessario alcun background matematico e chiunque può giocare e divertirsi testando i propri poteri di predizione!

Ai giocatori viene chiesto di fare delle puntate su dei quesiti di natura probabilistica; fare l’esperimento; controllare il risultato. Le puntate dovranno ovviamente essere proporzionate alla probabilità di vincere. I giocatori dovranno comunque considerare il fatto che un evento poco probabile non vuol dire che non si verifichi. Allo stesso modo solo perché la probabilità di un evento è superiore al 70%, non rende sicuro presumere che accada. Ogni giocatore deciderà dunque quali rischi prendersi.


L’idea di base che ha guidato i creatori del gioco (tra cui uno statistico) è che la mente umana ha grosse difficoltà nel ragionare in termini probabilistici (vedi ad esempio il paradosso del compleanno). Borel gioca proprio su questo aspetto. In altre parole, Borel mette insieme la difficoltà della mente umana ad affrontare i dilemmi probabilistici con la strategia del gioco d’azzardo. È progettato per premiare il ragionamento probabilistico, sviluppando l’intuizione e il pensiero strategico!

Per chi fosse interessato, questo è il SITO del gioco. Borel è per ora disponibile solo in lingua inglese ma è comunque disponibile su amazon.it a questo link.

Sì il gioco può sembrare un po’ da nerd e forse lo è davvero!

Note

1 La teoria dei giochi è una disciplina della matematica applicata che studia e analizza le decisioni individuali di un soggetto in situazioni di conflitto o interazione strategica con altri soggetti rivali (due o più) finalizzate al massimo guadagno di ciascun soggetto

Scuole a confronto

Questo è il periodo dell’anno in cui tanti genitori sono impegnati nella scelta della scuola dove iscrivere i propri figli. Che siano elementari, medie o superiori poco importa. Alcuni optano per la scelta più facile: la scuola più vicina a casa. Altri si lasciano consigliare da amici, colleghi e parenti, il cosiddetto passaparola. Negli ultimi anni sta prendendo piede il cosiddetto Open Day: giornate in cui la scuola apre le porte a genitori e futuri alunni per farsi conoscere e (possibilmente) scegliere, in vista dell’anno scolastico successivo. Infine, altri ancora cercano di prendere una decisione il più attenta possibile andando a controllare le “statistiche” delle varie scuole. Eh già, esistono online delle vere e proprie “pagelle” che sono visibili a quanti vogliono confrontare i numeri delle strutture scolastiche.

I due siti di riferimento sono:

Scuola in chiaro
Eduscopio

Il primo, Scuola in chiaro, è un sito promosso dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) offre il prospetto delle informazioni relative a tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado:

  • Scuola d’infanzia
  • Scuola primaria,
  • Scuola secondaria di I grado
  • Scuola secondaria di II grado
  • Centro di formazione professionale
  • Centro provinciale istruzioni adulti

In gergo: asili, elementari, medie e superiori! Sul sito è possibile localizzare le scuole, visualizzare i contenuti delle singole schede informative ed effettuare un confronto sulla base di alcuni parametri scelti dall’utente.

Il Ministero cura l’aggiornamento dei dati e degli indicatori riguardanti la singola istituzione scolastica. Ma oltre a ciò ogni scuola ha la possibilità di integrare tali informazioni con quelle di propria esclusiva conoscenza: didattica, piano triennale dell’offerta formativa, servizi offerti, strutture, ecc. Insomma una fonte inesaribile di informazioni.

Esempio di Rapporto di autovalutazione

Il secondo, Eduscopio (della fondazione Agnelli) è pensato specificatamente per confrontare le scuole superiori. Nasce con l’obiettivo di rispondere a due possibili domande:

  • quale scuola mi prepara al meglio per l’università?
  • quale scuola mi prepara al meglio per il mondo del lavoro?

A differenza di ‘Scuola in chiaro’, l’approccio di Eduscopio prevede che le scuole siano messe a confronto a partire dagli esiti universitari e lavorativi dei diplomati. L’idea di base è che chi ha avuto una buona istruzione scolastica e un buon orientamento è più probabile che ottenga buoni risultati universitari. In particolare per comparare la capacità delle scuole di preparare per gli studi universitari vengono presi in considerazione due indicatori: 1) la media dei voti conseguiti agli esami universitari, ponderata per i crediti formativi di ciascun esame 2) Crediti formativi universitari ottenuti, in percentuale sul totale previsto.

Licei scientifici di Roma secondo Eduscopio
Esempio di scheda su Eduscopio

Insomma questi due siti rappresentano una miniera infinita di informazioni sulla bontà delle scuole. Non vi rimane altro che visitarli e dare un’occhiata voi stessi. Buona scelta a tutti!

Angela dixit

“Prima se qualcuno diceva delle cose false veniva denunciato, oggi tutti pubblicano e siccome le cose emotive sono quelle che colpiscono di più, sembra che questa cosa dilaghi”

Piero Angela

Equità e uguaglianza

Equità e uguaglianza anche se a prima vista possono sembrare sinonimi, a ben guardare sono concetti diversi.

Uguaglianza significa stessi diritti e doveri per tutti, ma proprio tutti. Per inciso l’uguaglianza i francesi l’hanno anche inserita nel celeberrimo motto “Liberté, Égalité, Fraternité”. L’equità va oltre il concetto di uguaglianza. Ognuno riceve in funzione dei propri bisogni e dà in base ai propri mezzi. In questo modo si ottengono pari opportunità per tutti.

Una immagine può chiarire meglio di tante parole ciò che le parole sottendono.

Risultati immagini per equità e di uguaglianza

Allora la domanda sorge spontanea…

Stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che ho detto la mia.

Intelligenza artificiale questa sconosciuta

Oggigiorno l’intelligenza artificiale è sulla bocca di tutti. Non passa giorno che non spunti un qualche articolo su questo tema. Spesso purtroppo si confondono temi e concetti: intelligenza artificiale, big data, reti neurali, machine learning,… Insomma tutte parole in gran voga ma c’è ben poca chiarezza in giro. Poche idee e confuse.

Quasi a voler trovare soluzione a queste considerazioni, l’Università di Helsinki (Finlandia) ha da poco lanciato un corso online gratuito aperto a tutti i cittadini europei. Al momento gli iscritti sono circa 270 mila. Il corso non è ancora disponibile in italiano (lo sarà a breve) ma lo è in inglese e in altre lingue:

Ora provate a rispondere a queste tre semplici domande:

  • Ti stai domandando come l’intelligenza artificiale potrebbe influenzare il tuo lavoro o la tua vita?
  • Vuoi saperne di più su cosa significhi davvero l’intelligenza artificiale e come viene creata?
  • Vuoi capire come l’intelligenza artificiale si svilupperà e ci influenzerà nei prossimi anni?

Se la risposta è SÌ ad almeno una di queste, potresti pensare di iscriverti al corso. La durata è di solo 6 settimane e questi sono gli argomenti:

  1. Cos’è l’intelligenza artificiale
  2. Risoluzione di problemi con l’intelligenza artificiale
  3. L’intelligenza artificiale nel mondo reale
  4. Apprendimento automatico
  5. Reti neurali
  6. Implicazioni

Per chi volesse provare il corso online, questo il sito del progetto ELEMENTS OF AI:

www.elementsofai.com

L’obiettivo del progetto è quello di “educare l’1% dei cittadini europei alle basi dell’IA”. Il corso ha carattere divulgativo e pertanto alla portata di tutti. In futuro sulla stessa piattaforma saranno disponibili anche altri corsi più tecnici pensati per un target con conoscenze specifiche.

Ma tornando alla domanda “che cos’è l’intelligenza artificiale“, provate a rispondere a questo brevissimo quiz…