Si sente spesso dire che gli italiani sono un popolo litigioso. Si sente spesso imputare a questa litigiosità l’elevato numero di cause civili che intasa il sistema giudiziario italiano. Quanto siamo litigiosi rispetto ad altri paesi europei? Andiamolo a scoprire analizzando i dati messi a disposizione dalla CEPEJ, la commissione europea per l’efficienza della giustizia.
Leggi tutto “Ma siamo davvero così litigiosi?”Gender equality
La questione di genere è una questione piuttosto complessa e articolata. Nonostante tanti successi delle femministe, ad oggi le disparità tra i sessi rimangono ancora tante. Oggi vediamo qualche numero con riferimento agli uffici giudiziari in Europa. I dati sono della CEPEJ la Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa.
I dati sono disponibili per gli anni dal 2010 al 2016. Per avere i dati al 2018 occorrerà aspettare ottobre 2020. Questi i risultati suddivisi per grado di giudizio: primo grado (i nostri tribunali), secondo grado (corti d’appello) e Corte suprema (che da noi è la Corte Suprema di Cassazione). Le percentuali fanno riferimento all media dei 47 stati membri del Consiglio d’Europa.

Come si può vedere chiaramente, il numero di giudici donne è superiore a quello degli uomini in primo grado, si assottiglia in secondo grado, mentre la professione di giudice presso l’organo di ultima istanza rimane ancora appannaggio degli uomini. La situazione sembra in lieve miglioramento.
I numeri lo confermano: c’è discriminazione.
Per chi fosse interessato a conoscere i dettagli per ciascun singolo paese, questo è il link al dashboard preparato dalla CEPEJ.
Attraverso questo dashboard è possibile vedere anche il “gender balance” per i presidenti di ufficio giudiziario (qui la disuguaglianza è disarmante), pubblici ministeri e personale amministrativo.
Italia un paese di litigiosi
Gli italiani hanno una innata propensione a risolvere le controversie in sede legale. La dura realtà è messa in luce -ad esempio- dal rapporto 2012-2014 della CEPEJ (vedi tabella oppure scarica il report completo). A poco contribuiscono le norme tese a promuovere i metodi alternativi di risoluzione delle controversie (in inglese ADR – Alternative Dispute Resolution).
I motivi della elevata litigiosità italiana sono di varia natura, in primis aspetti socio-culturali, la scarsa fiducia nella possibilità di affrontare pacificamente la controversia. A questo si aggiunga la complessità del tessuto normativo responsabile inoltre del proliferare di un numero spropositato di studi legali lungo tutto lo stivale.
Qui di seguito viene riportata la cartografia tratta da Indice di Litigiosità in Italia 2001-2014. L’indice di litigiosità è il rapporto tra il numero di cause civili di primo grado sopravvenute nell’anno presso i Giudici di Pace e i Tribunali Ordinari e la popolazione media residente per 1.000. In conformità con l’ultima pubblicazione de “L’italia in cifre – 2015” da parte dell’ISTAT (vedi estratto) per il calcolo dell’indice è stato considerato il totale delle cause civili di primo grado, sia contenzioso sia non contenzioso (volontaria giurisdizione). Pertanto questo indice non è da considerarsi un vero e proprio indice di litigiosità. Nonostante questo limite, l’indicatore consente di effettuare confronti sia a livello geografico sia temporale.
