Climate change

Oggi voglio presentarvi una bellissima animazione che illustra il surriscaldamento globale dal 1880 ad oggi.

In particolare questa animazione prodotta dalla NASA mostra le anomalie (variazioni rispetto alla media) mensili della temperatura globale tra il 1880 e il 2022 in gradi Celsius. In bianco e blu vengono indicate le temperature più basse, mentre in arancione e rosso le temperature più calde. I dati sono quelli Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA.

Questo tipo di visualizzazione prende il nome di “spirale climatica” ed è una soluzione grafica ideata dal climatologo Edward Hawkins del National Centre for Atmospheric Science dell’Università di Reading.

Comunicare efficacemente i dati è sempre un sfida. Spesso ci si imbatte in visualizzazioni molto belle dal punto di vista estetico ma che sono difficili da leggere e/o interpretare. In questo caso invece, l’ideatore Edward Hawkins ha saputo trovare la soluzione grafica perfetta. Altro che grafici a torte 3D!

Per approfondire:

Sull’abuso dei grafici a torta

Un grafico vale più di mille parole. Questo lo sappiamo bene, tuttavia la scelta del grafico più adatto per sintetizzare un insieme di dati è un’operazione che non va presa alla leggera, e spesso anche anche i colleghi statistici cadono in qualche errore.

Mi imbatto spesso in documenti e relazioni che riportano grafici di difficile interpretazione. Oggi, vorrei soffermarmi sull’abuso dei cosiddetti grafici a torta (pie chart). Noto in generale un amore smisurato per questo tipo di grafici e mi sono sempre domandato il motivo.

Prendiamo in considerazione il seguente grafico.

Questo grafico è sbagliato sotto moltissimi punti di vista:

  • Costringe il lettore a saltare con gli occhi dalla torta alla legenda per capire ciascuna categoria a quale colore appartenga
  • Ci sono troppe categorie (fette) che rendono il grafico poco fruibile
  • Mancano le etichette sulla torta che agevolerebbero la lettura
  • Non si riesce a stabilire facilmente se una certa fetta è più grande di un’altra
  • La scelta della visualizzazione 3D peggiora la lettura del grafico
  • La scelta dei colori è a dir poco discutibile (ringraziamo Excel).

Per tutti questi motivi, in questo caso è molto più conveniente utilizzare un semplice grafico a barre (verticale come quello proposto qui sotto o anche orizzontale) in cui le categorie sono ordinate dalla più grande alla più piccola e tutte le barre riportano l’etichetta con il valore. Da notare anche l’assenza dell’asse verticale che non aggiungerebbe alcuna informazione sostanziale. Infine l’uso di un solo colore. La parola chiave qui è semplificazione: keep it simple!

Ora, per favore, non fraintendetemi. La mia critica nei confronti dei grafici a torta non è radicale. Al contrario, credo che i grafici a torta siano utili ma dovrebbero essere impiegati con parsimonia e limitati ai casi in cui ci siano solo due categorie (come maschi e femmine) o al massimo tre.

Ho provato a fare qualche domanda alle persone che si ostinano a utilizzare i grafici a torta in maniera incondizionata e ho scoperto che c’è questa falsa credenza per cui se la somma delle categorie è pari a 100% allora è necessario utilizzare la torta. Beh, convincetevi che non c’à alcuna “necessità”. Anche se la somma è 100%, si può utilizzare un grafico a barre. Inoltre, se le categorie sono tante, questo tipo di grafico agevola di molto la lettura e l’interpretazione del grafico.

C’è anche un altro aspetto che trovo abbastanza preoccupante: la passione per i grafici in 3D. Vi propongo un piccolo gioco:

Quali di queste affermazioni è vera?

Prova a rispondere e poi controlla la soluzione qui.