Gratta che ti passa

La settimana scorsa sono andato al Maker Faire e tra i vari stand di stampanti 3D, droni, robot e automi di varie fattezze, mi ha colpito uno stand in particolare. Lo stand era quello della “BIAS & Games“, una startup italiana nata nel 2025 che si occupa di un tema a me molto caro, quello della prevenzione del gioco d’azzardo patologico (GAP), .

E il modo con cui cercano di intercettare i segnali di compulsività è davvero molto interessante. Lo fanno attraverso l’analisi automatizzata dei tagliandi Gratta e Vinci grattati e buttati dai giocatori stessi. In altre parole studiano il “modo” in cui sono stati grattati.

Al loro stand, ho fatto due chiacchiere con Alessia Soave, project assistant presso Bias & Games, che mi ha spiegato come su 52.000 gratta e vinci analizzati ne abbiano trovati 2.000 mal controllati e ben 380 addirittura vincenti. Mi ha inoltre spiegato come i pattern di raschiatura possano rilevare comportamenti compulsivi. wow!

Il progetto, ambizioso quanto basta, è quello di installare colonnine per la raccolta differenziata dei Gratta e Vinci nei punti vendita aderenti. I tagliandi verranno poi raccolti, digitalizzati e analizzati grazie ad un sistema di visione artificiale e machine learning. L’obiettivo finale è quello di individuare in maniera preventiva i giocatori a rischio ludopatia. Questo strumento consentirà anche di capire esattamente dove il problema è più diffuso, creando una mappa epidemiologica estremamente precisa.

Tanta roba insomma! Auguro un in bocca al lupo ad Andrea Azzarello, CEO e founder di BIAS & Games per questo suo progetto. E per chi volesse sposare la loro causa, di seguito riporto il link al loro profilo GoFoundMe.

In un’epoca dove ogni click, ogni respiro, ogni nostra azione può diventare un dato, questa startup ci dimostra che persino un “Gratta e Vinci” grattato e buttato può trasformarsi in un dato prezioso!

Nelle prossime puntate vedremo quanto frutta allo Stato il gioco d’azzardo legalizzato e sfateremo questa ipocrisia di Stato legata allo slogan “gioca responsabilmente”.

Questione di contagi

Visto che siamo in tema e in questi giorni non si fa altro che discutere di coronavirus, parliamo di contagi. Facciamolo però con un gioco matematico. Immaginate di avere una classe composta di 25 alunni disposti a quadrato come nello schema seguente:

Un giorno alcuni di questi alunni (quelli in rosso) rimangono infetti da un virus.

Bene, adesso inizia la fase del contagio. Ogni giorno il virus si propaga secondo queste due regole:

  1. Se un bambino è infetto rimane infetto
  2. Se un bambino siede accanto ad almeno due bambini infetti diventa infetto.

Da notare che per “sedere accanto” si intende avanti, dietro, a destra o a sinistra ma NON in diagonale. Per cui i bambini seduti accanto al bambino in giallo (vedi sotto) sono solo quelli con la lettera A e non quelli seduti in diagonale.

Vediamo allora come si propaga il virus nel tempo in base alla configurazione di partenza.

Nella figura sono evidenziati con una x i nuovi contagiati di quel giorno. Come si può vedere dopo 5 giorni l’intera classe risulterà contagiata. A questo punto, capita la dinamica del gioco, la domanda è la seguente:

È possibile iniziare con 5 bambini infetti e contagiare l’intera classe?
E se sì, dove devono essere seduti questi bambini?

I più bravi vorranno cimentarsi con qualcosa di decisamente più difficile:

È possibile iniziare con 4 bambini infetti e contagiare l’intera classe?
E se sì, dove devono essere seduti questi bambini?

Buona soluzione!