I vaccini contro il COVID-19 funzionano?

L’altro giorno un amico mi ha detto “L’idea che questa pandemia ci renderà delle persone migliori è la più grande stupidaggine del secolo”. In effetti, il periodo difficile che stiamo vivendo ha suscitato una serie di contrapposizioni viscerali. Ad esempio, sulla questione dell’efficacia dei vaccini esistono opinioni in forte contrasto. Recentemente, sui giornali e su internet, sono comparsi dei titoli dai quali sembrerebbe che i vaccini siano addirittura controproducenti.

Chi contesta la campagna vaccinale spesso lamenta mancanza di trasparenza. Eppure, i dati ci sono, sono accessibili a tutti e danno una risposta molto chiara alla domanda “i vaccini servono?”. Vediamoli insieme.

L’aggiornamento nazionale sull’epidemia COVID-19 dell’Istituto Superiore di Sanità, del 22/9/2021, in Tabella 3, riporta i seguenti dati per la popolazione di età maggiore di 12 anni (ossia quella che può essere vaccinata):

Attualmente, il 77% della popolazione è vaccinato (almeno parzialmente) ed i non vaccinati rappresentano il 23%. Per semplicità, d’ora in poi mi occuperò solo di non vaccinati e di chi ha terminato l’intero ciclo vaccinale. La seguente tabella riporta i dati dell’ultimo mese.

Non vaccinatiVaccinati (ciclo completo)
Diagnosticati positivi al Sars-CoV-286.13344.050
Ricoverati causa virus6.7822.456
Morti causa virus877509

Qualcuno potrebbe dire (e qualcuno di fatto lo fa!) “Non c’è tanta differenza, in fondo il vaccino ha poco effetto”. Tuttavia, bisogna tener conto del fatto che i cittadini vaccinati sono circa il triplo dei non vaccinati. È molto semplice ottenere una stima dei rischi che corrono le due categorie: basta dividere il numero di positivi, ricoverati o deceduti per la relativa popolazione e si ottiene la probabilità di ammalarsi, finire in ospedale o morire.

Non vaccinatiVaccinati (ciclo completo)
Diagnosticati positivi al Sars-CoV-286.133 / 12.581.12644.050 / 36.332.117
Ricoverati causa virus6.782 / 12.581.1262.456/ 36.332.117
Morti causa virus877 / 12.581.126509/ 36.332.117

Quindi, la probabilità di contrarre il virus (in un mese) è 0.68% per i non vaccinati (86.133 / 12.581.126), e 0.12% per i vaccinati a ciclo completo (44.050 / 36.332.117). Qui sotto riporto il rischio di contrarre il virus, di essere ricoverati e di morire a causa del SARS-CoV-2, calcolati per le due categorie:

Questi dati dimostrano in modo evidente che i vaccini proteggono dal rischio di infezione, di ospedalizzazione e di morte. Rispetto a chi ha completato il ciclo vaccinale, i non vaccinati corrono rischi circa 5-8 volte maggiori . Tanto per dare un termine di paragone, chi non indossa le cinture di sicurezza ha una probabilità di morire in un incidente d’auto solo doppia rispetto a chi le utilizza [Kahane, C. J. (2017). Fatality reduction by seat belts in the center rear seat and comparison of occupants’ relative fatality risk at various seating positions (No. DOT HS 812 369)]. Qualcuno ritiene che sia illiberale obbligare le persone ad indossare le cinture di sicurezza?

Se i dati sono questi, come si spiegano i titoli da cui siamo partiti? La risposta è molto semplice. Prendiamo i dati italiani, discussi sopra. Quei titoli si riferiscono alle fasce di età elevata. In questo caso, la percentuale di popolazione vaccinata è molto alta, perché le persone fragili hanno avuto la precedenza nella campagna vaccinale. Per gli ultraottantenni, i non vaccinati sono solo 283.500, mentre i vaccinati “completi” sono 4.177.484, ossia circa 15 volte di più (prima abbiamo visto che nella popolazione totale i vaccinati sono solo tre volte i non vaccinati).

In effetti, come titola il Tempo, i ricoverati ed i morti in questa fascia di età sono (in numero assoluto) leggermente maggiori per i vaccinati che per i non vaccinati (ricoverati: 1.207 vaccinati, 714 non vaccinati; morti: 364 vaccinati, 338 non vaccinati).

Su questa base, alcuni, contrari alla vaccinazione di massa, potrebbero concludere che il vaccino sia addirittura controproducente. Tuttavia, se teniamo conto di quanti ultraottantenni siano vaccinati e di quanti non lo siano, il rischio di essere ricoverati o di morire (calcolato nel modo illustrato precedentemente) risulta nettamente maggiore per i non vaccinati, anche in questa fascia di età (di circa 10 volte).

Pertanto, i titoli sopra riportati sono ingannevoli. Per fare un parallelo, sicuramente circolano più automobili nella popolosa India che nella piccola Repubblica di San Marino, ma nessuno sosterrebbe che questo dato dimostri che un indiano abbia, in media, più autovetture di un sanmarinese. In realtà, se si leggono in dettaglio i due articoli, anziché i loro titoli, gli stessi giornalisti ammettono che i dati vanno analizzati in questi termini e che quindi i vaccini sono efficaci.

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