Un paradosso statistico: l’effetto Will Rogers

Adoro i paradossi. Adoro quando la mente sembra certa di qualcosa ma la logica è di tutt’altro avviso. A ben vedere, spesso non si tratta di veri e propri paradossi, quanto semplicemente di effetti controintuitivi.

Il più famoso è forse il paradosso del compleanno (ne abbiamo parlato in questo articolo) ma in statistica ce ne sono tanti altri. Oggi vorrei parlare dell’effetto Will Rogers. In verità, anche di questo ne abbiamo già accennato in un precedente articolo, parlando di sopravvivenza ai tumori e dei cosiddetti “bias” che possono distorcere la lettura dei dati.

Ma chi diavolo è Will Rogers?

Si potrebbe pensare ad uno statistico. E invece no! Will Rogers era un comico statunitense! Negli anni ’30 scherzando sulla migrazione dei contadini poveri dall’Oklahoma alla California in un suo spettacolo disse:

“Quando gli Okies lasciarono l’Oklahoma per trasferirsi in California, il livello medio d’intelligenza aumentò in entrambi gli stati.”

Ma come è possibile mai? Come può essere che, soltanto spostando delle persone (unità statistiche) da uno Stato all’altro (da un gruppo a un altro), le medie aumentino in entrambi?
Semmai una dovrebbe alzarsi e l’altra abbassarsi… E invece no: si alzano entrambe.
Può sembrare controintuitivo, ma è perfettamente possibile.

Come stanno effettivamente le cose

Di fatto, se le persone che emigrano si collocano al di sotto della media dell’Oklahoma ma al di sopra della media californiana, ecco che la media cresce in entrambi i gruppi!

Non siete ancora convinti? Vediamo meglio e immaginiamo due gruppi:

  • il gruppo A, con valori medi più alti
  • il gruppo B, con valori medi più bassi

Se prendo un individuo “intermedio” (sotto la media di A ma sopra quella di B) e lo sposto da A a B, le medie di entrambi i gruppi aumentano, anche se la media complessiva dell’intera popolazione rimane invariata.

Il boxplot qui sotto riassume visivamente il meccanismo del paradosso. [Sul tema della rappresentazione dei dati, trovi altri esempi interessanti nella sezione dedicata alla Data Visualization]

Stage migration

In medicina, questo effetto è conosciuto come stage migration, letteralmente “migrazione di stadio”. Si ha -ad esempio- quando un miglioramento nelle tecniche diagnostiche consente di individuare tumori in fase più precoce o di valutare con maggiore precisione la loro gravità.

Immaginiamo due categorie di pazienti: quelli con malattia lieve e quelli con malattia grave. Con le vecchie tecniche, alcuni pazienti “a metà strada” venivano classificati tra i lievi. Poi arriva una nuova TAC e quegli stessi pazienti vengono ricollocati nello stadio grave.

Che cosa succede alle statistiche?

  • Nei casi lievi, restano solo i pazienti davvero meno gravi. La loro sopravvivenza media aumenta (ma solo perché i peggiori sono stati spostati altrove).
  • Nei casi gravi, entrano pazienti che in realtà stanno un po’ meglio della media del gruppo. Anche qui la sopravvivenza media cresce.

Guardando i numeri, sembrerebbe che tutti i pazienti vivano di più. Ma non è affatto così. È solo cambiato il modo in cui li abbiamo classificati. Potremmo chiamarle “illusioni ottiche della statistica“!

Attenzione gente!

L’effetto Will Rogers non riguarda solo la statistica medica. Può verificarsi ogni volta che si ridefiniscono le categorie, dalle classifiche scolastiche ai ranking economici.
Ogni volta che ridefiniamo i gruppi, rischiamo di spostare “Okies” (per dirla come direbbe Will Rogers) da una parte all’altra, e di far sembrare tutto migliore senza che nulla sia davvero cambiato.

Insomma i numeri non mentono, ma possono essere usati per ingannare senza necessariamente mentire. Quando confrontiamo medie, indicatori o statistiche di gruppo, dobbiamo sempre chiederci se ci possa essere un qualche effetto Will Rogers in aguato.

Emergenza demografica in corso

Di emergenza demografica ne abbiamo già parlato in passato (leggi Un Paese di vecchi -e pure bigotti-) ma di fatto la situazione continua a peggiorare. Ma con quale grado di intensità e a quale velocità?

Per trovare risposte a queste domande, abbiamo analizzato i dati demografici della popolazione italiana dal 1952 ad oggi, disponibili sul sito dell’ISTAT. Utilizzando questa lunga serie storica, abbiamo sviluppato una piramide dell’età animata per visualizzare in modo tangibile come la struttura demografica italiana sia drasticamente cambiata dal dopoguerra fino ad oggi.

Oltre a questo video abbiamo anche prodotto una dashboard per poter navigare i dati anno per anno.

Ma cos’è una piramide dell’età e come si legge?
La piramide dell’età (o piramide demografica) è uno strumento utilizzato dai demografi per studiare le popolazioni e le loro caratteristiche. In buona sostanza, la piramide dell’età è una rappresentazione grafica che illustra bene come si distribuisce una popolazione rispetto al genere e alle fasce d’età.

Ma perchè viene chiamata piramide dell’età quando la forma è completamente diversa da una piramide? Il punto è che la sua forma dipende dallo stadio di sviluppo demografico del paese considerato.

La teoria della transizione demografica ci dice che tutte le popolazioni al mondo passano attraverso quattro fasi di sviluppo demografico: (1) alta natalità e mortalità, (2) riduzione della mortalità ma alta natalità, (3) diminuzione della natalità e conseguente stazionarietà e infine (4) riduzione della natalità e conseguente situazione di contrazione demografica.

L’Italia dal 1952 ad oggi ha lentamente e inesorabilmente attraversato tutte queste fasi.

Basti pensare che dal 1952 al 2023 l’età media è aumentata da 32 a 46 anni mentre l’età mediana è passata da 29 a 48 anni. [Se non sai cos’è l’età mediana continua a leggere infigures 😁].

In estrema sintesi, tre sono le grandi problematiche che siamo tenuti ad affrontare:

  • La quota di persone anziane è sempre maggiore. Con un forte impatto sul sistema sanitario e su quello pensionistico
  • Nascono sempre meno bambini che rappresentano il futuro di ogni nazione
  • La quota di donne in età fertile nei prossimi anni è destinata a ridursi.

Roma si trasforma

È nato Romasitrasforma.it il portale degli interventi di Roma Capitale. Attraverso questo nuovo strumento aperto a tutti è possibile geolocalizzare sulla mappa di Roma le principali opere in fase di progettazione, quelle in cantiere e quelle già concluse.

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