Oggi in Italia la donna può richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione. La Legge 194 del 1978 disciplina da allora questa materia e ne limita il ricorso per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Nonostante la legge di straordinaria portata per i suoi tempi, lo Stato ha in parte disincentivato nel corso del tempo il ricorso all’aborto. Per questo motivo nel 1981 venne proposto dai radicali un referendum per superare alcuni limiti della legge 194. Il referendum venne perso con un risicato 11.58%.
Oggi, a ben guardare, il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza e il relativo diritto di molte donne sono messi a rischio anche da un altro fenomeno: quello dei medici obiettori.
Un articolo di giugno de La Repubblica dal titolo “Diminuiscono gli aborti, sempre più medici obiettori” riporta alcuni dati sul fenomeno. Si legge che “sette ginecologi su dieci rifiutano di praticarle“. I dati per la precisione fanno riferimento all’anno 2018.

Molte sono le associazioni che denunciano queste situazioni. Tra queste Obiezione Respinta sul cui sito è visibile una mappa dei medici obiettori in Italia. Recentemente l’associazione Non Una Di Meno in collaborazione con il Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori ha condotto un’indagine negli ospedali pubblici del Lazio. In particolare, hanno raccolto i dati sui numeri dell’obiezione di coscienza nel Lazio, richiesti tramite l’accesso civico generalizzato a tutti i reparti di ginecologia e ostetricia dei presidi ospedalieri e aziende sanitarie della regione. Hanno così scoperto che
quasi il 70% dei ginecologi nel Lazio è obiettore
Hanno inoltre prodotto una serie di infografiche (a cura di Alessandra Zampetti ed Eleonora di Non Una DI Meno Roma) che sono scaricabili in pdf qui e qui.

Un commento ai numeri è forse in questa sede fuori luogo. Diamo lo spazio ai numeri e che il lettore si faccia un’idea sulla questione in autonomia. Mi limiterò a commentare che 1) nel nostro Paese un serio dibattito politico su questo tema è assente, 2) un dibattito per essere costruttivo deve sempre partire da fatti e numeri. Facts and figures.
