Quello di cui parliamo oggi è un problema che ho riscontrato essere molto frequente oggigiorno: la tendenza di confondere il vero con il verosimile. Oggi, più di un tempo, abbiamo difficoltà a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Le nuove tecnologie e la presenza massiva dei social nella nostra vita quotidiana non ci aiuta. Oltre al loro effetto negativo sulla nostra capacità di mantenere l’attenzione, stiamo perdendo anche la capacità di discernimento. Da qui tutta la discussione sulle #fakenews e il #factchecking.
Leggi tutto “Vero ≠ Verosimile”Scontro tra sistemi
L’uso massiccio della statistica per l’analisi di uno sport come il baseball è ormai cosa risaputa. Non fosse altro che per il film L’arte di vincere con Brad Pitt. Proprio in questi giorni (giugno 2020) su Netflix è in cima alle classifiche dei film più visti. Il film, il cui titolo originale è Moneyball, risale al 2011 ed è basato sul libro di Michael Lewis intitolato appunto “Moneyball: the art of winning an unfair game” (2003).
Leggi tutto “Scontro tra sistemi”R0 in pagella
Qualche giorno fa (il 23 maggio per l’esattezza) l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera in diretta Facebook ha completamente frainteso il significato dell’indice R0.
Leggi tutto “R0 in pagella”Gender equality
La questione di genere è una questione piuttosto complessa e articolata. Nonostante tanti successi delle femministe, ad oggi le disparità tra i sessi rimangono ancora tante. Oggi vediamo qualche numero con riferimento agli uffici giudiziari in Europa. I dati sono della CEPEJ la Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa.
I dati sono disponibili per gli anni dal 2010 al 2016. Per avere i dati al 2018 occorrerà aspettare ottobre 2020. Questi i risultati suddivisi per grado di giudizio: primo grado (i nostri tribunali), secondo grado (corti d’appello) e Corte suprema (che da noi è la Corte Suprema di Cassazione). Le percentuali fanno riferimento all media dei 47 stati membri del Consiglio d’Europa.

Come si può vedere chiaramente, il numero di giudici donne è superiore a quello degli uomini in primo grado, si assottiglia in secondo grado, mentre la professione di giudice presso l’organo di ultima istanza rimane ancora appannaggio degli uomini. La situazione sembra in lieve miglioramento.
I numeri lo confermano: c’è discriminazione.
Per chi fosse interessato a conoscere i dettagli per ciascun singolo paese, questo è il link al dashboard preparato dalla CEPEJ.
Attraverso questo dashboard è possibile vedere anche il “gender balance” per i presidenti di ufficio giudiziario (qui la disuguaglianza è disarmante), pubblici ministeri e personale amministrativo.
Pasquetta
I MEME che in queste ultime settimane sono circolati sui social ci offrono l’occasione di parlare di Pasquetta e delle condizioni meteo di questi fatidici lunedì di festa. Al solito, lo faremo guardando ai numeri, infigures.

La credenza molto diffusa è che a Pasquetta sia sempre brutto tempo. Ma è davvero così? Quelli riportati nella tabella sottostante sono le condizioni meteo a Roma per i giorni di pasquetta dal 2006 al 2019 stando all’archivio storico del portale ilmeteo.it.
| Città | Anno | Pasquetta | Temperatura media | Condizione meteo |
| Roma | 2019 | 22/04/2019 | 17 °C | pioggia e schiarite |
| Roma | 2018 | 02/04/2018 | 11 °C | poco nuvoloso |
| Roma | 2017 | 17/04/2017 | 20 °C | sereno |
| Roma | 2016 | 28/03/2016 | 14 °C | Nubi sparse |
| Roma | 2015 | 06/04/2015 | 13 °C | Poco nuvoloso |
| Roma | 2014 | 21/04/2014 | 18 °C | Sereno |
| Roma | 2013 | 01/04/2013 | 14 °C | Pioggia debole |
| Roma | 2012 | 09/04/2012 | 12 °C | Sereno |
| Roma | 2011 | 18/04/2011 | 16 °C | Sereno |
| Roma | 2010 | 05/04/2010 | 13 °C | Pioggia debole |
| Roma | 2009 | 13/04/2009 | 18 °C | Poco nuvoloso |
| Roma | 2008 | 24/03/2008 | 8.2 °C | Pioggia debole |
| Roma | 2007 | 09/04/2007 | 12.9 °C | Poco nuvoloso |
| Roma | 2006 | 17/04/2006 | 13.9 °C | Pioggia debole |
I giorni che riportano tempo sereno sono 4 su 14 e dunque circa il 29%. Alcune giornate nuvolose ma comunque nessun temporale. Benino ma decisamente non benissimo. Confrontiamo adesso questi dati con il tempo del lunedì successivo.
| Città | Anno | Lunedì successivo | Temperatura media | Condizione meteo |
| Roma | 2019 | 29/04/2019 | 11 °C | temporale e schiarite |
| Roma | 2018 | 09/04/2018 | 14 °C | pioggia e schiarite |
| Roma | 2017 | 24/04/2017 | 17 °C | poco nuvoloso |
| Roma | 2016 | 04/04/2016 | 20 °C | Sereno |
| Roma | 2015 | 13/04/2015 | 18 °C | Sereno |
| Roma | 2014 | 28/04/2014 | 15 °C | Coperto |
| Roma | 2013 | 08/04/2013 | 13 °C | Poco nuvoloso |
| Roma | 2012 | 16/04/2012 | 14 °C | Temporale |
| Roma | 2011 | 25/04/2011 | 16 °C | Pioggia debole |
| Roma | 2010 | 12/04/2010 | 13 °C | Coperto |
| Roma | 2009 | 20/04/2009 | 15 °C | Coperto |
| Roma | 2008 | 31/03/2008 | 13 °C | Nebbia |
| Roma | 2007 | 16/04/2007 | 15.9 °C | Temporale |
| Roma | 2006 | 24/04/2006 | 16.1 °C | Poco nuvoloso |
Scopriamo che i giorni etichettati con “sereno” scendono a 2 su 14 (circa il 14%). E due giornate di temporali. Molto peggio!
Chiaramente questi pochi dati non possono smentire in maniera incontrovertibile questa nostra innata credenza che a pasquetta piove sempre. Questo il FILE che ho creato e che metto in condivisione. Potete cambiare la città (cella in ARANCIONE) per vedere cosa succede.
Per i più curiosi questi sono gli strumenti utilizzati:
- Google sheets
- Formula per il calcolo della Pasqua a partire dall’anno
- Elementi di webscraping
- La funzione IMPORTXML
- Elementi di linguaggio XPath
- L’archivio storico de ilmeteo.it
Magari di questi strumenti ne parliamo con maggiore dettaglio nelle prossime puntate. E ora lasciamoci con una risata. Ringrazio l’amico Fabio Cioffi per la segnalazione!
Coronavirus e la ricerca del Santo Graal
Siamo alle prese con una infodemia dilagante che non ha precedenti. Siamo bombardati da grafici, dati e previsioni da tutti i lati. Di fatto valgono le stesse conclusioni di cui abbiamo già avuto modo di discutere in precedenza (leggi Tutti allenatori, tutti epidemiologi). Tutte queste previsioni, elaborazioni, tutte questi modelli matematici, tutte queste elucubrazioni mentali (chiamatele pure “pippe mentali”) vanno prese cum grano salis. Una gran bella dose di sale (e pure bello grosso).
In molti si sono cimentati nella ricerca della curva che meglio approssimi i dati reali (curve fitting). In molti continuano a farlo. Pare una rivisitazione della “ricerca del Santo Graal“. Onore e gloria a chi saprà trovare con esattezza la data del Grande Picco! Il punto è che i dati a disposizione sono spesso “sporchi” e pertanto non consentono di fare previsioni accurate. Ciononostante…

Su questo argomento, oltre a quanto già precedentemente scritto su infigures, rimando alla lettura dell’ottimo articolo dal titolo “Perché non faccio grafici sulla pandemia” a cura del matematico Maurizio Codogno su Il Post. Buona lettura.
Tutti allenatori, tutti epidemiologi
Il coronavisus monopolizza l’informazione. Vorremmo pensare ad altro, svagarci un poco per quanto possibile, ma non lo è. In questi giorni poi, tutti si sono scoperti statistici, matematici, epidemiologi, e tutti giù a costruire modelli matematici per spiegare la curva pandemica. Valgono però le stesse considerazioni di cui abbiamo già parlato qui, di fatto al momento è impossibile fare predizioni esatte e gli scenari sono ancora tutti possibili. Sulla questione legata al fatto che siamo bombardati da predizioni a 360 gradi, vi segnalo un bell’articolo del Sole 24 ore.
Per utilizzare le stesse parole del Sole 24 ore, “non è facile districarsi tra grafici, data-analisi e proiezioni statistiche per cercare di capire quando e come usciremo da questa emergenza sanitaria.”. In verità, anche senza scomodare complessi modelli matematici, mi sono accorto che esistono delle difficoltà ad intendere correttamente anche gli indicatori più basilari. Prendiamo per esempio in esame il concetto di incremento giornaliero degli attualmente positivi. In molti confondono questo numero con quello dei nuovi infetti ma di fatto non lo è. Proviamo a considerare la questione graficamente:

Quello che viene chiamato “incremento giornaliero degli attualmente positivi” o anche “nuovi attualmente positivi” è di fatto la variazione del numero di persone infette da un giorno ad un altro. Risente pertanto sia del numero di nuovi contagi sia del numero di persone guarite e quelle “ahinoi” decedute. Un numero ben diverso rispetto ai “nuovi contagiati” ovvero al numero di nuove persone trovate infette! Per apprezzare meglio la differenza tra queste due misure andiamo a vedere i numeri nel tempo.

La cosa “buffa” è che anche sul sito della protezione civile e il suo dashboard, viene riportata la dicitura ” incremento giornaliero degli attualmente positivi ” il che 1) induce a confondere questo numero con i nuovi contagiati e 2) di fatto non è un incremento quanto piuttosto una variazione [Gli incrementi negativi lasciamoli a noi statistici]. Tra l’altro mentre la curva arancione sarà sempre positiva, quella blu ad un certo punto assumerà valori negativi.
Infigures nasce con l’idea che i numeri siano un ottimo strumento per capire il mondo che ci circonda. In questo momento però siamo tutti ossessionati dai numeri. Aspettiamo con ansia le 18.00 quando Borrelli dal quartier generale della protezione civile ci fa il punto della situazione. Navighiamo sul web in cerca di dati e grafici che ci diano un’idea di cosa sta succedendo per capire quando e come usciremo da questa situazione. Il consiglio è quello di staccare un attimo la spina, controllare le cifre una sola volta al giorno e da fonti sicure. Inoltre, ricordare che:
- I numeri nei prossimi giorni continueranno a salire ma non c’è da allarmarsi
- Nessuno allo stato delle cose può prevedere con esattezza quando finirà l’emergenza
- Occorre rimanere a casa – sempre.
I numeri vi salveranno
La psicosi da coronavirus sta prendendo il sopravvento. Si tratta -ahinoi- di panico generalizzato NON giustificato! Supermercati presi d’assalto, casi di razzismo sempre più frequenti, prezzi delle mascherine alle stelle,… Purtroppo media e politici non aiutano. A venirci in aiuto sono ancora una volta i numeri. Grazie a Agon Hare per il suo contributo alla causa.
In estrema sintesi:
- Non c’è alcun motivo di ‘appanicarsi’!
- Se davvero hai paura di morire, smetti di fumare.
- Se non sei malato, non usare la mascherina (nel rispetto degli immunosoppressi che invece ne hanno davvero bisogno).
- Se vuoi scoprire di che morte è più probabile che tu muoia, puoi farlo con la morte in cifre.
L’importanza delle parole
Le parole -si sa- sono importanti. La buona notizia è che la pubblica amministrazione se ne sta accorgendo. Una pubblica amministrazione che per molto tempo è stata carente da un punto di vista di comunicazione, quasi a volersi trincerare volutamente dietro un forte accento “burocratese“, oggi prova ad affrontare queste sue carenze. Negli ultimi mesi alcuni esperti di comunicazione hanno lavorato a un documento dal titolo guida al linguaggio della pubblica amministrazione. Da oggi 17 febbraio 2020 questo documento è disponibile su Docs Italia il portale dei documenti pubblici digitali, in formato PDF, HTML, e EPUB.
La guida affronta la questione del gergo burocratese tipico della pubblica amministrazione, suggerendo parole e costrutti più semplici ed efficaci. Non manca inoltre di fare un poco di chiarezza su alcuni dubbi ortografici. Il testo (di 53 pagine) affronta temi molto diversi tra loro:
- Uso della maiuscole (o meglio del loro abuso)
- Acronimi
- Linguaggio sui social
- Simboli (ad esempio “&” e “%”)
- Forme verbali
- Numeri, date e percentuali
- Titoli
- Accessibilità e inclusione
- Gergo / linguaggio tecnico
- Parole straniere
Per quanto riguarda le parole straniere l’invito è quello di usare termini in italiano laddove possibile.
| Inglese | Italiano |
|---|---|
| best practice | buona pratica |
| citizen satisfaction | soddisfazione dei cittadini |
| disclaimer | avvertenza / informazioni importanti |
| feedback | valutazione / commenti / riscontro |
| frequently asked questions (Faq) | domande frequenti |
| guidelines | linee guida |
| mission | valori / scopi / obiettivi |
| speaker | relatore / relatrice |
| tool | strumento |
| username | nome utente |
| touch screen | schermo tattile |
Insomma tutto condivisibile tranne quell’improbabile “schermo tattile”!
C’è anche una sezione dedicata all’uso del femminile. L’invito in questo caso è quello di declinare i termini al femminile quando la persona che ricopre l’incarico è donna, ecco alcuni esempi:
- La ministra
- La sindaca
- La architetta
- La giudice
- La ambasciatrice
- La presidente
- La dirigente
C’è poi una sezione sull’identità culturale. Il suggerimento è quello di evitare ogni forma di generalizzazione legata a origine, etnia, religione e cultura. Un appello ad usare i termini più appropriati per distinguere correttamente tra persone richiedenti asilo politico, rifugiati, migranti irregolari.
C’è poi una sezione relativa ai dati (tema molto caro a infigures). Per rendere comprensibili i dati da parte degli utenti, il suggerimento è quello di presentarli in forma visiva, sotto forma di grafici o mappe (data visualization). La guida inoltre elenca una serie di strumenti disponibili online per creare e pubblicare dashboard, grafici, mappe e “storie”.
La guida pertanto si sofferma non solo su questioni di forma ma anche di contenuto. Chissà se la pubblica amministrazione italiana saprà cogliere questa sfida e migliorare così la comunicazione verso il cittadino.
Bugiardino che non sei altro!
Nel lontano luglio 2013 mi capitò di scrivere un articoletto sul web come sfogo alla quasi totale incomprensibilità dei bugiardini (i foglietti illustrativi all’interno dei medicinali). L’articolo si intitolava “la grande ambiguità dei bugiardini” e riguardava in particolare il dosaggio dell’antibiotico per bambini Augmentin. Il foglietto illustrativo pur riportando le indicazioni riguardo alla posologia era di difficile comprensione e costringeva mamme e papà a fare astrusi calcoli per determinare il corretto dosaggio. La mia conclusione era che un bugiardino “più ragionato” avrebbe aiutato molte famiglie.
Ad anni di distanza, l’articolo riceve tuttora moltissime visualizzazioni (ad oggi oltre 125 mila) a indicare che da allora le cose non sono cambiate di molto. Continuo a ricevere feedback positivi di mamme in crisi con i calcoli . Fermo restando che il corretto dosaggio di un antibiotico da somministrare a un bambino dovrebbe essere e restare cura del pediatra, sono ancora in molti coloro che cercano sul web le risposte alle loro legittime domande. In molti -ahimè- mi hanno addirittura confessato che lo stesso pediatra non era stato in grado di risolvere la matematica del bugiardino (!). Alla luce di tutto questo, mi piacerebbe ripercorrere qui su infigures le considerazioni e le indicazioni di quell’articolo.
Augmentin bambini 400mg /57mg/5ml
I primi dubbi vengono già alla lettura del nome del prodotto: quanti milligrammi per 5ml di prodotto: 400 o 57? Il punto è che Augmentin contiene due componenti distinti: amoxicillina e acido clavulanico. In altre parole, 5ml di Augmentin contengono 400mg di amoxicillina e 57mg di acido clavulanico. Passiamo alla posologia, nel foglietto illustrativo vengono riportate le seguenti indicazioni:
“da 25 mg/3,6 mg/kg/die a 45 mg/6,4 mg/kg/die assunti in due dosi suddivise”
Oltre al problema del doppio principio attivo, il problema di fondo è che la posologia riporta i milligrammi (mg) per kg di peso del bambino piuttosto che il valore in millilitri (ml). Questo costringe i genitori a rifarsi a reminiscence scolastiche per risolvere l’opportuna proporzione. E non sempre si ha la calma per poterlo fare quando di notte si ha un bambino che sta male.
Un foglietto illustrativo degno di questo nome dovrebbe essere il più chiaro possibile e indicare il dosaggio in millilitri per ogni kg del bambino in questo modo:
- Dosaggio minimo giornaliero (in ml): 0.3125 x peso del bambino (in Kg)
- Dosaggio massimo giornaliero (in ml): 0.5625 x peso del bambino (in Kg)
Ad esempio un bambino che pesa 25kg può prendere tra gli 8ml (= 25 x 0.3125) e i 14ml (= 25 x 0.5625) al giorno a seconda delle indicazioni del medico.
In alternativa, se vogliamo sgravare i genitori anche dal calcolo della moltiplicazione con i decimali, si può ricorrere a una tabella di questo tipo:
| Dosaggio giornaliero | Per singola dose (2 al giorno) |
|||
|---|---|---|---|---|
| Peso del bambino in kg | Minimo (ml) | Massimo (ml) | Minimo (ml) | Massimo (ml) |
| 1 | 0.313 | 0.562 | 0.156 | 0.281 |
| 10 | 3 | 6 | 2 | 3 |
| 20 | 6 | 11 | 3 | 6 |
| 25 | 8 | 14 | 4 | 7 |
| 30 | 9 | 17 | 5 | 8 |
| 35 | 11 | 20 | 5 | 10 |
| 40 | 13 | 22 | 6 | 11 |
O un grafico:

Ricordandoci poi che che un cucchiaio da cucina contiene circa 15ml e un cucchiaino (da tè) circa 5ml.

In verità il processo di semplificazione può continuare. In alcuni paesi la confezione di antibiotico contiene addirittura una siringa che riporta la scala in kg (peso del bambino) piuttosto che in millilitri (ml). Semplice, no?

Inoltre è veramente fastidioso trovare diciture del tipo “al dì” o addirittura in latino “die” per esprimere il semplice concetto di “dose giornaliera”. Considerato che in Italia vivono milioni di stranieri che non necessariamente hanno confidenza con il latinese.
Bene, se tutto questo ti è tornato utile magari potresti considerare l’idea di comprarmi un caffè, che dici?

