Pasquetta

I MEME che in queste ultime settimane sono circolati sui social ci offrono l’occasione di parlare di Pasquetta e delle condizioni meteo di questi fatidici lunedì di festa. Al solito, lo faremo guardando ai numeri, infigures.

La credenza molto diffusa è che a Pasquetta sia sempre brutto tempo. Ma è davvero così? Quelli riportati nella tabella sottostante sono le condizioni meteo a Roma per i giorni di pasquetta dal 2006 al 2019 stando all’archivio storico del portale ilmeteo.it.

CittàAnnoPasquettaTemperatura mediaCondizione meteo
Roma201922/04/201917 °Cpioggia e schiarite
Roma201802/04/201811 °Cpoco nuvoloso
Roma201717/04/201720 °Csereno
Roma201628/03/201614 °CNubi sparse
Roma201506/04/201513 °CPoco nuvoloso
Roma201421/04/201418 °CSereno
Roma201301/04/201314 °CPioggia debole
Roma201209/04/201212 °CSereno
Roma201118/04/201116 °CSereno
Roma201005/04/201013 °CPioggia debole
Roma200913/04/200918 °CPoco nuvoloso
Roma200824/03/20088.2 °CPioggia debole
Roma200709/04/200712.9 °CPoco nuvoloso
Roma200617/04/200613.9 °CPioggia debole

I giorni che riportano tempo sereno sono 4 su 14 e dunque circa il 29%. Alcune giornate nuvolose ma comunque nessun temporale. Benino ma decisamente non benissimo. Confrontiamo adesso questi dati con il tempo del lunedì successivo.

CittàAnnoLunedì successivoTemperatura mediaCondizione meteo
Roma201929/04/201911 °Ctemporale e schiarite
Roma201809/04/201814 °Cpioggia e schiarite
Roma201724/04/201717 °Cpoco nuvoloso
Roma201604/04/201620 °CSereno
Roma201513/04/201518 °CSereno
Roma201428/04/201415 °CCoperto
Roma201308/04/201313 °CPoco nuvoloso
Roma201216/04/201214 °CTemporale
Roma201125/04/201116 °CPioggia debole
Roma201012/04/201013 °CCoperto
Roma200920/04/200915 °CCoperto
Roma200831/03/200813 °CNebbia
Roma200716/04/200715.9 °CTemporale
Roma200624/04/200616.1 °CPoco nuvoloso

Scopriamo che i giorni etichettati con “sereno” scendono a 2 su 14 (circa il 14%). E due giornate di temporali. Molto peggio!

Chiaramente questi pochi dati non possono smentire in maniera incontrovertibile questa nostra innata credenza che a pasquetta piove sempre. Questo il FILE che ho creato e che metto in condivisione. Potete cambiare la città (cella in ARANCIONE) per vedere cosa succede.

Per i più curiosi questi sono gli strumenti utilizzati:

  • Google sheets
  • Formula per il calcolo della Pasqua a partire dall’anno
  • Elementi di webscraping
  • La funzione IMPORTXML
  • Elementi di linguaggio XPath
  • L’archivio storico de ilmeteo.it

Magari di questi strumenti ne parliamo con maggiore dettaglio nelle prossime puntate. E ora lasciamoci con una risata. Ringrazio l’amico Fabio Cioffi per la segnalazione!

Coronavirus e la ricerca del Santo Graal

Siamo alle prese con una infodemia dilagante che non ha precedenti. Siamo bombardati da grafici, dati e previsioni da tutti i lati. Di fatto valgono le stesse conclusioni di cui abbiamo già avuto modo di discutere in precedenza (leggi Tutti allenatori, tutti epidemiologi). Tutte queste previsioni, elaborazioni, tutte questi modelli matematici, tutte queste elucubrazioni mentali (chiamatele pure “pippe mentali”) vanno prese cum grano salis. Una gran bella dose di sale (e pure bello grosso).

In molti si sono cimentati nella ricerca della curva che meglio approssimi i dati reali (curve fitting). In molti continuano a farlo. Pare una rivisitazione della “ricerca del Santo Graal“. Onore e gloria a chi saprà trovare con esattezza la data del Grande Picco! Il punto è che i dati a disposizione sono spesso “sporchi” e pertanto non consentono di fare previsioni accurate. Ciononostante…

Su questo argomento, oltre a quanto già precedentemente scritto su infigures, rimando alla lettura dell’ottimo articolo dal titolo “Perché non faccio grafici sulla pandemia” a cura del matematico Maurizio Codogno su Il Post. Buona lettura.

Tutti allenatori, tutti epidemiologi

Il coronavisus monopolizza l’informazione. Vorremmo pensare ad altro, svagarci un poco per quanto possibile, ma non lo è. In questi giorni poi, tutti si sono scoperti statistici, matematici, epidemiologi, e tutti giù a costruire modelli matematici per spiegare la curva pandemica. Valgono però le stesse considerazioni di cui abbiamo già parlato qui, di fatto al momento è impossibile fare predizioni esatte e gli scenari sono ancora tutti possibili. Sulla questione legata al fatto che siamo bombardati da predizioni a 360 gradi, vi segnalo un bell’articolo del Sole 24 ore.

Per utilizzare le stesse parole del Sole 24 ore, “non è facile districarsi tra grafici, data-analisi e proiezioni statistiche per cercare di capire quando e come usciremo da questa emergenza sanitaria.”. In verità, anche senza scomodare complessi modelli matematici, mi sono accorto che esistono delle difficoltà ad intendere correttamente anche gli indicatori più basilari. Prendiamo per esempio in esame il concetto di incremento giornaliero degli attualmente positivi. In molti confondono questo numero con quello dei nuovi infetti ma di fatto non lo è. Proviamo a considerare la questione graficamente:

Quello che viene chiamato “incremento giornaliero degli attualmente positivi” o anche “nuovi attualmente positivi” è di fatto la variazione del numero di persone infette da un giorno ad un altro. Risente pertanto sia del numero di nuovi contagi sia del numero di persone guarite e quelle “ahinoi” decedute. Un numero ben diverso rispetto ai “nuovi contagiati” ovvero al numero di nuove persone trovate infette! Per apprezzare meglio la differenza tra queste due misure andiamo a vedere i numeri nel tempo.

La cosa “buffa” è che anche sul sito della protezione civile e il suo dashboard, viene riportata la dicitura ” incremento giornaliero degli attualmente positivi ” il che 1) induce a confondere questo numero con i nuovi contagiati e 2) di fatto non è un incremento quanto piuttosto una variazione [Gli incrementi negativi lasciamoli a noi statistici]. Tra l’altro mentre la curva arancione sarà sempre positiva, quella blu ad un certo punto assumerà valori negativi.

Infigures nasce con l’idea che i numeri siano un ottimo strumento per capire il mondo che ci circonda. In questo momento però siamo tutti ossessionati dai numeri. Aspettiamo con ansia le 18.00 quando Borrelli dal quartier generale della protezione civile ci fa il punto della situazione. Navighiamo sul web in cerca di dati e grafici che ci diano un’idea di cosa sta succedendo per capire quando e come usciremo da questa situazione. Il consiglio è quello di staccare un attimo la spina, controllare le cifre una sola volta al giorno e da fonti sicure. Inoltre, ricordare che:

  1. I numeri nei prossimi giorni continueranno a salire ma non c’è da allarmarsi
  2. Nessuno allo stato delle cose può prevedere con esattezza quando finirà l’emergenza
  3. Occorre rimanere a casa – sempre.

Previsioni

In questi giorni statistici ed epidemiologi sono impegnati con i loro calcoli per riuscire a prevedere in maniera quanto più accurata e verosimile possibile l’evoluzione di questo contagio da coronavirus. Tutti a fare predizioni in allegria: politici, giornalisti, statistici, maghi e chiromanti. A chi affidarsi allora? In generale -da buon statistico- vi dico di diffidare di chi fornisce numeri assoluti. Provo a spiegarvi meglio.

Ad oggi, una ventina di giorni dall’inizio di questa brutta storia, QUALSIASI scenario è ancora assolutamente possibile. I numeri finora raccolti non bastano per predire con esattezza come evolverà il fenomeno. Prendendo in riferimento il grafico qui sotto, i valori reali (in nero) sono coerenti con tutti e 4 gli scenari ipotizzati: dal verde al rosso.

Diffidate dunque sia da coloro che dicono che il tutto si risolverà in due settimane sia da coloro che prospettano una apocalisse. Al momento, i numeri sono NECESSARIAMENTE DESTINATI a salire nonostante le misure restrittive imposte dal governo. Ciò non vuol minimamente stare a significare che le misure adottate dal governo non stiano funzionando. Queste misure (anche se drastiche) erano e sono tuttora assolutamente necessarie per cercare di cavalcare la linea verde. E scongiurare scenari più terribili.

I numeri nei prossimi giorni saliranno. Il punto veramente importante è capire “di quanto” e “in che misura” saliranno. Dobbiamo pertanto considerare non tanto i numeri assoluti quanto piuttosto il tasso di crescita. È proprio questo tasso che gli analisti stanno tenendo sott’occhio. Questo rapporto è facilmente calcolabile dividendo il numero totale di casi di un determinato giorno con il numero totale di casi del giorno precedente.

DataGiornoNumero totale di casiRapporto di crescita
24/02/20201229
25/02/202023221,41
26/02/202034001,24
27/02/202046501,63
28/02/202058881,37
29/02/202061.1281,27
01/03/202071.6941,50
02/03/202082.0361,20
03/03/202092.5021,23
04/03/2020103.0891,23
05/03/2020113.8581,25
06/03/2020124.6361,20
07/03/2020135.8831,27
08/03/2020147.3751,25
09/03/2020159.1721,24
10/03/20201610.1491,11
11/03/20201712.4621,23
12/03/20201815.1131,21

La pandemia avrà fine quando questo rapporto sarà pari ad 1. Da un punto di vista grafico vorrà dire che abbiamo raggiunto il punto di stabilità (in blu nel grafico sottostante). Purtroppo per poter predire con una certa esattezza il punto di stabilità dobbiamo ancora pazientare un poco. Indicazioni più precise sulla “fine” saranno disponibili quando raggiungeremo il punto di flesso (in arancione), ovvero il punto in cui la curva cambierà da concava a convessa. Fino ad allora, tutto (o quasi) è ancora possibile.

Detto tutto questo possiamo ora rivolgere le nostre preghiere al dio della matematica perché il punto di flesso arrivi quanto prima possibile.

Per chi volesse approfondire, consiglio la visione di questo video. Un po’ tecnico ma spiegato molto bene. In inglese.

O in alternativa una buona lettura (anche questa in inglese). Il libro in questione si intitola Superforecasting – The Art and Science of Prediction di Philip Tetlock e Dan Gardner . Perché quella del forecasting non è soltanto una scienza ma anche un’arte.

Data animation

E dopo valangate di coronavirus prendiamoci una pausa musicale con questo grafico a barre animato che descrive i musicisti più venduti tra il 1969 e il 2019.

Sul canale youtube Data Is Beautiful potrete trovare molte altre animazioni di questo tipo.

Opportunità ahead

Lungi dal voler fare la Cassandra di turno, potremmo trovarci a breve a fare i conti con la mancanza di posti di terapia intensiva e il numero esiguo di respiratori. Gli ospedali potrebbero ritrovarsi tra non molto nella necessità di centellinare le risorse a propria disposizione. In altre parole a decidere a chi offrire un posto letto e a chi rifiutarlo. Agghiacciante il solo pensiero. Decidere tra la vita e la morte. Quanto vale la vita di un ultra 65enne rispetto a quella di una donna di mezza età? Problemi etici che non abbiamo mai affrontato prima e che ci colpiranno dritto con una forza impressionante.

Ci troveremo costretti a fare i conti con dilemmi etici simili a quelli affrontati da David Edmonds nel suo libro “Uccideresti l’uomo grasso?” con l’unica (affatto insignificante) differenza che ora non si tratta del gioco del “se-fosse”.

E allora ben venga il crowdfunding lanciato dai Ferragnez (Ferragni + Fedez) e un plauso al gesto di Armani per la sua donazione di un milione e 250 mila euro alla Protezione Civile e agli ospedali di Milano e di Roma.

In questi momenti difficili solamente uniti possiamo farcela. E allora voglio pensare al lato positivo di tutta questa storia. Al fatto che da questa emergenza possa nascere un rinnovato senso civico. Saremo pronti ad abbracciare queste nuove opportunità? Rispettare le regole e anteporre il bene della collettività agli interessi personali. Saremo capaci di farlo? Lo spero di cuore.

#restiamouniti #a4metriDiDistanza

Cosa sappiamo. Parola ai numeri.

La situazione è difficile e non si può negarlo. Ciononostante la situazione va affrontata con raziocinio e senza allarmismi. I numeri aiutano ad affrontare i problemi analiticamente senza cedere al panico.

In molti dicono che non si sa abbastanza su questo virus e che navighiamo al buio. Non è vero. In verità qualcosa la sappiamo. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), insieme alla Cina, ha creato una commissione internazionale per indagare sulla situazione. Qui potete scaricare il PDF del rapporto:

In alternativa, una buona sintesi (in italiano) delle conclusioni della commissione la potete trovare a questa pagina:

https://www.ebookecm.it/news/131/covid-19-l-oms-ha-inviato-25-esperti-internazionali-in-cina-ed-ecco-i-loro-principali-risultati-di-ricerca-dopo-9-giorni.html

Qui troverete molte conclusioni cui è giunta la commissione. Informazioni riguardo la trasmissione del virus, gli effetti, i sintomi, i tassi di mortalità, le cure necessarie, nonché la probabilità di ammalarsi al variare dell’età, che qui riporto.

La seconda colonna (% of population) rappresenta semplicemente la distribuzione della popolazione cinese nel suo complesso e da sola non ci da alcuna informazione. La terza colonna (% of infected) rappresenta la percentuale di persone infette di quella determinata età. Ovvero risponde alla domanda: fatto 100 il numero di persone contagiate qual è la loro età? Dal confronto di queste due colonne si vede come il virus abbia meno presa sugli individui giovani.

Infine l’ultima colonna (Fatality rate) è il tasso di mortalità. Dalla tabella si evince che il tasso di mortalità è in generale basso e cresce all’aumentare dell’età.

Teniamo duro.

#restiamoacasa

La parola degli esperti

Anzitutto lavarsi le mani!

Le raccomandazioni per limitare la diffusione del coronavirus sono tante. La prima regola però rimane quella di lavarsi bene le mani col sapone. Ma quanti hanno l’abitudine di lavarsi le mani regolarmente dopo essere andati al bagno? La risposta arriva da un sondaggio della Gallup risalente al 2015. I risultati sono riportati in questa mappa.

Credits: https://jakubmarian.com/a-study-reveals-how-many-europeans-wash-their-hands-with-soap/

Lascio al lettore qualsiasi tipo di riflessione o commento.

Questione di contagi

Visto che siamo in tema e in questi giorni non si fa altro che discutere di coronavirus, parliamo di contagi. Facciamolo però con un gioco matematico. Immaginate di avere una classe composta di 25 alunni disposti a quadrato come nello schema seguente:

Un giorno alcuni di questi alunni (quelli in rosso) rimangono infetti da un virus.

Bene, adesso inizia la fase del contagio. Ogni giorno il virus si propaga secondo queste due regole:

  1. Se un bambino è infetto rimane infetto
  2. Se un bambino siede accanto ad almeno due bambini infetti diventa infetto.

Da notare che per “sedere accanto” si intende avanti, dietro, a destra o a sinistra ma NON in diagonale. Per cui i bambini seduti accanto al bambino in giallo (vedi sotto) sono solo quelli con la lettera A e non quelli seduti in diagonale.

Vediamo allora come si propaga il virus nel tempo in base alla configurazione di partenza.

Nella figura sono evidenziati con una x i nuovi contagiati di quel giorno. Come si può vedere dopo 5 giorni l’intera classe risulterà contagiata. A questo punto, capita la dinamica del gioco, la domanda è la seguente:

È possibile iniziare con 5 bambini infetti e contagiare l’intera classe?
E se sì, dove devono essere seduti questi bambini?

I più bravi vorranno cimentarsi con qualcosa di decisamente più difficile:

È possibile iniziare con 4 bambini infetti e contagiare l’intera classe?
E se sì, dove devono essere seduti questi bambini?

Buona soluzione!

I numeri vi salveranno

La psicosi da coronavirus sta prendendo il sopravvento. Si tratta -ahinoi- di panico generalizzato NON giustificato! Supermercati presi d’assalto, casi di razzismo sempre più frequenti, prezzi delle mascherine alle stelle,… Purtroppo media e politici non aiutano. A venirci in aiuto sono ancora una volta i numeri. Grazie a Agon Hare per il suo contributo alla causa.

In estrema sintesi:

  • Non c’è alcun motivo di ‘appanicarsi’!
  • Se davvero hai paura di morire, smetti di fumare.
  • Se non sei malato, non usare la mascherina (nel rispetto degli immunosoppressi che invece ne hanno davvero bisogno).
  • Se vuoi scoprire di che morte è più probabile che tu muoia, puoi farlo con la morte in cifre.